Uccise il vicino di casa: sì al rito abbreviato e processo il 1° ottobre

15 Maggio 2019

PESCARA. A distanza di poco più di un anno dalla morte di Salvatore Russo, il muratore 58enne ucciso il 25 aprile 2018 con 38 coltellate dal vicino di casa, i familiari della vittima ieri si sono...

PESCARA. A distanza di poco più di un anno dalla morte di Salvatore Russo, il muratore 58enne ucciso il 25 aprile 2018 con 38 coltellate dal vicino di casa, i familiari della vittima ieri si sono ritrovati faccia a faccia con l'uomo che ha sconvolto per sempre le loro vite, ossia Roberto Mucciante, 52 anni, reo confesso del delitto. In tarda mattinata si è, infatti, tenuta dinanzi al gup Elio Bongrazio la prima udienza a carico dell'omicida, nel corso della quale la difesa - rappresentata dagli avvocati Gianluigi Amoroso e Clara Di Sipio - ha formalizzato la richiesta di rito abbreviato. Il giudice, dopo aver accolto la richiesta di accesso al rito speciale, ha fissato la discussione al prossimo 1° ottobre. La moglie del 58enne, Vittoria Ventrella, e i 4 figli - assistiti dagli avvocati Andrea Cocchini e Alessandro Dioguardi - si sono costituiti parte civile. Il pm Luca Sciarretta contesta all'omicida le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi. Il delitto avvenne nel garage del palazzo dove vivevano Mucciante e Russo, rispettivamente al 1° e al 2° piano, all’angolo tra via del Circuito e via Pian delle Mele, quasi al confine con Villa Raspa. Una vera e propria furia omicida quella di Mucciante, che colpì la povera vittima prima al torace e all'addome, con il colpo fatale al cuore, e poi dietro alla schiena. Salvatore non riuscì a difendersi: il vicino non gli diede tempo e modo e lo uccise con una ferocia inaudita. La famiglia del 58enne, distrutta dal dolore, ha sempre chiesto giustizia, come ribadito dalla vedova del muratore in una recente intervista al Centro: «La mia vita si è fermata il giorno in cui quell'uomo ha ucciso mio marito. Non lo odio, ma non lo perdono. Voglio solo sapere perché lo ha fatto. Voglio giustizia».
Marianna Ventura