Ucciso il gattino del condominio
L’animale cieco e malato era stato adottato da un gruppo di inquiline
SAN GIOVANNI TEATINO. «Quando la bestia è l’essere umano». A questa sintesi, M.S. e un gruppo di amiche, arrivano per raccontare la storia di un gattino abbandonato e poi ucciso in un condominio di San Giovanni Teatino.
«Io e le mie amiche del palazzo», scrive la donna, «non ci siamo sentite di lasciare il micino al suo destino. L'abbiamo visto cucciolo e malconcio. Dopo una visita veterinaria, abbiamo saputo che era cieco e sordo, oltre a essere claudicante. Probabilmente, per un fattore congenito. Non soddisfatte del responso, lo abbiamo portato da un altro veterinario che, oltre a confermare le patologie, ha prescritto una cura per sospetta toxoplasmosi. Dopo quattro giorni di terapia, il gattino era più vivace e autonomo. Dolcissimo!».
Poteva essere una storia a lieto fine. Così non è stato. «Purtroppo», prosegue, «io e alcune delle mie amiche abbiamo una cagnolina in casa, quindi abbiamo predisposto una piccola cuccia di legno, vicino ai garage del condominio, al coperto. Ci siamo divisi i compiti per nutrire il gattino, curarlo e per mantenere l’area pulita. Lo amavamo tutti nel palazzo. Tutti, tranne una coppia di coniugi, che ci ha chiesto di toglierlo. Abbiamo cercato di affidarlo a qualcuno che se ne potesse prendere cura, ma nessuno si è reso disponibile, a causa del suo handicap. Così abbiamo deciso di allontanare l’alloggiamento del micino per consentire una viabilità più “tranquilla” per l’accesso ai garage».
Nei giorni scorsi, la telefonata che ha straziato il cuore di M. e delle sue amiche. «Una delle condomine», continua la donna, «mi ha detto che suo marito aveva assistito a questa scena: un signore arriva davanti al cancello automatico, a bordo della sua auto, aspetta che il cancello carraio si apre, "non vede" il gattino sul passo carrabile e lo investe schiacciandogli la testa. Poi scende, guarda distratto l'accaduto e, conscio del fatto di essere sotto lo sguardo di un testimone, senza rivolgergli una parola e senza umanità, risale in macchina, fa manovra per superare il gattino esanime, e va via lasciandolo sull'asfalto».
M. e le sue amiche non possono rassegnarsi dopo quanto è accaduto. «Non si può permettere» dice M. «di lasciare questo gesto impunito. Il nostro micino, piccolo e indifeso, era alla ricerca di aiuto e l’aveva trovato ma è bastato il feroce comportamento di una bestia umana per spegnere ogni speranza».
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