Udienze Rigopiano, 5 maxi schermi Il tribunale fa le prove anti-Covid

Quattro aule ospiteranno 30 imputati, i difensori e oltre 150 parti civili con i rispettivi avvocati Le postazioni separate da un pannello in plexiglass che impone la presenza di due persone a tavolo
PESCARA. Dopo 230 giorni, quasi sette mesi e mezzo, domani finalmente si torna in aula per proseguire il maxi procedimento per il disastro di Rigopiano: la tragedia nella quale persero la vita 29 ospiti del resort di Farindola spazzato via da una valanga il 18 gennaio del 2017. Complice l'emergenza Covid, che dai primi di marzo scorso ha bloccato tutte le attività del tribunale, e dopo la pausa estiva, questo delicato processo che si trova ancora nella fase dell'udienza preliminare, torna a celebrarsi. Ma prima di esaminare la questione processuale, vediamo in che modo si riprende e con quali accorgimenti tecnici legati alla sicurezza per evitare contagi.
Le parti interessate a questo procedimento che non è stato ancora unificato visto che al momento viaggiano ancora in parallelo i due fascicoli all'attenzione del gup Gianluca Sarandrea, e cioè quello sul disastro e quello sul depistaggio, sono oltre 250.
Un numero molto alto che ha costretto il presidente del tribunale, Angelo Mariano Bozza, a valutare una serie di soluzioni per poter celebrare il processo con un certo margine di sicurezza, mantenendo cioè quel distanziamento sociale che resta uno dei punti fermi. Tramontata ben presto la soluzione del Palasport Papa Giovanni II, a causa degli elevati costi per ogni singola udienza (si parlava di circa 8.000 euro per allestire e smantellare ogni udienza), si è trovata la soluzione interna a Palazzo di giustizia.
Quattro aule del settore penale, dalla numero 1, la più grande dedicata ai maxi processi, fino alla numero 4, ospiteranno tutte le parti coinvolte: dai 30 imputati complessivi, ai rispettivi avvocati, alle oltre 150 parti civili con un altro alto numero di legali.
Nell'aula magna, quella di solito riservata ai convegni e alle manifestazioni che si tengono in tribunale, verranno invece ospitati i parenti delle vittime che hanno il diritto di partecipare alle udienze. In tutte e cinque le aule nei giorni scorsi sono stati effettuati dei lavori per sistemare in ognuna di esse dei maxi schermo che permetteranno di seguire tutte le fasi del procedimento, fissando anche le singole postazioni che sono state separate da un pannello in plexiglass che impone la presenza in ogni tavolo soltanto di due persone.
Adeguato anche l'impianto audio che consentirà di ascoltare il processo, oltre che seguirlo per immagini. Unica pecca è quella legata alla impossibilità di poter interloquire da un'aula all'altra: se ci sarà la necessità di intervenire, da parte di un difensore o altro legale di parte civile, questi dovranno momentaneamente spostarsi nella maxi aula per fare le loro richieste o dichiarazioni. Per tornare alla fase processuale, invece, c'è da dire che il giudice deve ancora sciogliere la riserva sulla chiamata in causa dei responsabili civili.
Fatto questo, si dovrebbe passare alla discussione fra tutte le parti per decidere la riunione dei due procedimenti: quello sul depistaggio che riguarda l'ex prefetto Francesco Provolo e altri sei dirigenti e funzionari della stessa Prefettura, con quello che conta 25 imputati, relativo invece al disastro che di imputati ne conta 25 (compresa la società Gran Sasso titolare della struttura distrutta).
Un lavoro che con ogni probabilità, visto il numero delle parti che dovranno intervenire, porterà via almeno tre udienze. Fortunatamente, questa soluzione studiata dal tribunale dovrebbe permettere di tenere le udienze con una frequenza forse settimanale (pare una ogni venerdì), sempre che non ci saranno intoppi tecnici: sempre che non arrivi e venga accettata una richiesta, ad esempio, di una nuova consulenza tecnica, il che farebbe slittare di mesi l'udienza successiva. Nel procedimento madre ci sono, come detto, 25 imputati, molti dei quali rappresentano le istituzioni che, secondo la procura, avrebbero delle precise responsabilità nella tragedia: Regione Abruzzo, Provincia, Comune di Farindola, Prefettura, oltre ai gestori dell'hotel e ad alcuni singoli professionisti.
Se tutto dovesse invece andare avanti senza richieste che comporterebbero ritardi di mesi, già dalla quarta udienza potrebbero essere formalizzate le richieste di riti alternativi che il collegio difensivo da mesi sta valutando. Sarebbero una quindicina gli imputati che ne potrebbero fare richiesta e, anche in questo caso, bisognerà vedere se queste verranno presentate senza condizioni: e cioè non legate a nuovi atti istruttori. Altra novità, dopo il pensionamento del procuratore capo Massimiliano Serpi, riguarda la pubblica accusa. Ad affiancare il sostituto Andrea Papalia sarà la collega Anna Benigni che prenderà il posto di Serpi in udienza.
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