Ue più morbida sui conti «Roma resti pro-Europa»

3 Settembre 2017

Gli imprenditori bocciano l’austerity e sembra aprirsi una fase di cambiamento Mano tesa del commissario Moscovici sulla legge di Bilancio. «Fiducia in Draghi»

CERNOBBIO. La platea di imprenditori riuniti al Forum Ambrosetti ha sempre bocciato l'austerity e anche quest'anno il parere sul Fiscal Compact è negativo ma la novità è la «mano tesa» della Ue all'Italia. Sulla legge di Bilancio «c'è stato uno scambio di lettere» col governo italiano e «cercheremo di trovare un narrow path insieme, rispettando pienamente le regole», dice il commissario europeo per gli affari economici Pierre Moscovici, riconoscendo che «la situazione economica italiana sta fortemente migliorando e ne siamo contenti». Parla a una platea che nel complesso resta di «euroscettici» (solo il 31,6% ha una fiducia alta sulle prospettive dell'Unione) e Moscovici li scuote: «L'Italia deve rimanere pro-Europa, abbiamo bisogno di un'Italia forte, più forte al centro dell'eurozona».
Nella seconda giornata di lavori il vicepresidente dell’Ue Frans Timmermans mette all'angolo i populismi. «Fino a quando le legittime paure dei nostri cittadini non avranno risposta, ci sarà spazio per la politica della paranoia, della xenofobia, del nazionalismo, dell'esclusione come finta soluzione. Non possiamo né arrenderci né sottovalutarlo».
Il dibattito è a porte chiuse ma questa è l'edizione più social di sempre e molti dei presenti in sala «cinguettano», si può ricostruire un acceso dibattito. Il leader populista olandese Geert Wilders dice: «Rivogliamo la nostra sovranità», perchè l'Europa è «senza leadership, con le frontiere aperte che crea le condizioni per il terrorismo islamico» ma resta isolato. Timmermans avverte: «Il nuovo oppio dei popoli è la nostalgia, non dimentichiamo che l'Europa è il frutto di una scelta coraggiosa fra alleati improbabili», ma benché imperfetta, rimane il miglior strumento per affrontare le sfide odierne». La ripresa economica che si rafforza e i migranti che diminuiscono («un grande risultato che molto deve all'efficace azione dell'Italia e del governo Gentiloni») sono i segnali di ottimismo a cui ancorarsi, ma soprattutto va colto l'avvio di una nuova fase. Quello che Timmermans ha definito un «nuovo metodo di lavoro» che prevede un «maggiore coinvolgimento» sarà segnato dal discorso sull'Unione che Junker farà il 13 settembre che aprirà una riflessione sul futuro e porterà «a un'Europa diversa, dove i cittadini si sentano protetti e credano nel futuro, dove la politica della speranza abbia sconfitto quella della paura». Secondo Moscovici, invece, per «cementare» l'Europa vanno affrontati tre temi: «Il nostro deficit democratico (e lancia la proposta di un superministro delle Finanze), l'avvio di un Fondo monetario europeo nel modo giusto, le nostre divergenze economiche e sociali». E parlando di euro ribadisce: «Abbiamo fiducia nella leadership e nella visione di Mario Draghi».