Uffici turistici, sconti e decoro: 30 idee per far ripartire la città

19 Marzo 2022

Confcommercio e Federalberghi presentano il piano da presentare al Comune con «proposte precise» Tra le richieste, più collegamenti tra aeroporto e stazione e una card per accedere a servizi e attività

PESCARA. Se la crisi morde, la Confcommercio non sta a guardare. E mentre molte attività chiudono o vacillano, sfiancate anche dagli effetti della pandemia, l’associazione di categoria chiede di «rilanciare commercio e turismo». Non un appello generico, ma «trenta proposte precise» che il presidente Riccardo Padovano, con la sua vice Vincenzina De Sanctis e Daniela Renisi, di Federalberghi, avrebbero voluto consegnare direttamente al Comune, ma non hanno «ricevuto risposta alla richiesta di incontro». La Confcommercio è pronta a parlarne in «un tavolo permanente dove assumere decisioni condivise con i portatori di interesse», ma nell’immediato, dicono, servono «provvedimenti urgenti che diano il segno della vicinanza del Comune alle imprese», ad esempio sulla fiscalità locale e sugli orari dei locali. Intanto «Pasqua è arrivata e non è stato previsto niente», come eventi, eppure quest’anno «si giocano le sorti del commercio» e bisogna fare di tutto «per portare persone in centro».
COMMERCIO E TURISMO
Confcommercio chiede un piano marketing e sollecita una city card per trasporti pubblici locali gratis, sconti per accedere ai musei o per negozi, hotel, spettacoli. E sollecita l’apertura di uffici turistici che «potremmo gestire noi, se il Comune garantirà i locali». E poi vanno attivati i centri commerciali naturali o i distretti del commercio e va attuata una campagna su tutti i canali di comunicazione, con voucher gratuiti per il parcheggio o sconti per lo shopping.
MANIFESTAZIONI E CULTURA
Il Comune, per Confcommercio, dovrebbe predisporre un calendario di eventi concordato con le associazioni di categoria e le manifestazioni come Pescara Jazz, Premio Flaiano e Fla, ad esempio, andrebbero promosse con eventi diffusi in città. L’associazione pensa anche a fiere e mostre nel circuito commerciale della città, e a un circuito museale all’aperto con opere di arte contemporanea negli spazi pedonali. Per la musica, gli studenti nel Conservatorio potrebbero esibirsi al tramonto in alcuni punti suggestivi. Per rilanciare le aree del lungofiume si potrebbe organizzare un festival delle golene, mentre le periferie potrebbero essere valorizzate con un distretto dei murales. I musei, «non sempre aperti», potrebbero rientrare in un circuito con biglietto unico, da collegare alla possibilità di tour cittadini con guida turistica, a piedi o in bici. E poi c’è l’idea del presepe di sabbia artistico, che «Pescara si è fatta scippare», contesta Padovano, e l’appello, rilanciato per la milionesima volta, di regolamentare e promuovere le aree della movida «nell’ambito di un protocollo di regole condiviso da esercenti e residenti».
INFRASTRUTTURE
Sì alla sede della Regione nell’area di risulta, con la gestione pubblica dei parcheggi a prezzi calmierati, dice Confcommercio, ma servono anche parcheggi di scambio alle porte della città, con bus navetta gratuiti, e la revisione del progetto di viale Marconi con la proposta di nuovi posti auto. Piazza Salotto va riqualificata con piante, fiori e verde e i portici vanno sistemati, mentre per i mercati di piazza Muzii e via dei Bastioni il modello di riqualificazione è quello del mercato centrale di Firenze. Sulla riviera andrebbe realizzato un tunnel per accedere a parcheggi interrati in piazza Primo Maggio. E servono uno spazio congressi in centro e una struttura per grandi eventi. Nell’Ex Cofa, la Confcommercio vede un museo virtuale mutimediale e un palatenda. Per i collegamenti, il primo su cui puntare sarebbe quello tra aeroporto e stazione, oltre a quelli con la Croazia.
FISCALITÀ
Suolo pubblico gratis, esenzione dei tributi per chi apre un negozio in locali sfitti, rimodulazione della tassa dei rifiuti sono alcune delle ipotesi lanciate. A proposito di fondi, Confcommercio suggerisce di puntare «sul Pnrr ma siamo pronti a fare investimenti, come abbiamo sempre fatto. Intercettare i fondi pubblici, attraverso i bandi, però, tocca al Comune».