Ufficio del giudice di pace scongiurata la chiusura
Penne, il sindaco D’Alfonso annuncia in Consiglio comunale di aver trovato le risorse economiche e umane per garantire il servizio nell’area vestina
PENNE. L’Ufficio del giudice di pace continuerà a erogare i suoi servizi alla comunità vestina.
La conferma del mantenimento del presidio giudiziario, nella sua storica sede, è stata data dal sindaco Rocco D’Alfonso nell’ultima seduta dell’assemblea comunale. Rispondendo a un’interrogazione di Sel, circa il concreto rischio di chiusura dell’ufficio, qualora l’ente locale non fosse riuscito a individuare le risorse economiche e umane necessarie per la sua gestione, (come previsto dal decreto del ministero di Giustizia), il primo cittadino ha spiegato quali provvedimenti sono stati adottati per ottemperare alle prescrizioni ministeriali e quale sarà dunque l’assetto futuro dell’ufficio.
Il Comune di Penne, ha chiarito D’Alfonso in aula di Consiglio, si è attivato con un avviso pubblico, condiviso con gli altri centri dell’area vestina, per reclutare il personale con mansioni amministrative di supporto all’attività giudiziaria. Sono stati quindi individuati, nel solo organico municipale pennese, considerando l’esiguità di personale degli altri enti, un dipendente di categoria C1 a tempo pieno con qualifica di cancelliere, un impiegato di categoria D1 come funzionario giudiziario e un dipendente di categoria A1, che già svolge la propria attività lavorativa nell’ufficio del Giudice, nel ruolo di ausiliario.
L’attuale titolare dell’ufficio giudiziario, il giudice Martino Di Ciano, ha assicurato che il personale assegnato dal Comune è sufficiente a garantire continuità e funzionalità del servizio. «Si tratta», ha sottolineato D’Alfonso, «di un importante risultato raggiunto dall’amministrazione, anche a costo di pesanti sacrifici sia in termini di spese di gestione della struttura che di personale».
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