Uil critica sul Def: «Andremo in piazza»

Il segretario generale Bombardieri: «Sia restituita dignità al lavoro»
L’AQUILA. Con il consiglio regionale della Uil, che si è tenuto ieri nella sede dell’Ance all’Aquila, si è conclusa la prima fase di mobilitazione promossa da Uil e condivisa da Cgil e Cisl a sostegno delle trattative tra sindacati e governo. Presente all’incontro il segretario generale Uil, Pier Paolo Bombardieri, che ha sottolineato l’importanza delle iniziative a Bologna, Milano e Napoli, «per richiamare il Governo al rispetto degli impegni assunti durante la campagna elettorale». «Nel Def non ci sono le risposte che attendevamo», ha detto, «e lavoratori dipendenti e pensionati continuano a subire una perdita del potere d’acquisto, con l’inflazione ormai intorno al 10%». «Andremo in piazza», ha concluso Bombardieri, «per ricordare che c’è un Paese che soffre e per chiedere che sia restituita centralità e dignità al lavoro».
Nell’incontro, al quale ha partecipato il commissario della Zes Abruzzo, Mauro Miccio, si è discusso anche di infrastrutture: dalla ripresa dei finanziamenti a porto e aeroporto, al progetto per l’alta velocità e alla tratta ferroviaria Pescara Roma, alla messa in sicurezza delle autostrade A25, A24 e A14. Interventi importanti, ha detto il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo, «per il lavoro, per l’economia e per il sociale della nostra regione». Come anche il rilancio delle politiche industriali, con il riequilibrio del livello sociale ed economico della regione, «evitando discrepanze tra costa e aree interne» per evitarne lo spopolamento. «Una parte importante dei fondi strutturali 2012/27 verranno spesi», ha concluso Lombardo, «proprio per ristabilire il riequilibrio tra i territori, intervento fortemente sostenuto da Uil Abruzzo».
Si è affrontato poi l’importante tema dell’autonomia differenziata, una riforma che, ha sottolineato Lombardo, «non garantisce i principi di solidarietà ed equità» e «crea discrepanza tra le regioni economicamente più forti e quelle più deboli del Centro Sud».
Con le manifestazioni unitarie del 6 maggio a Bologna, del 13 a Milano e del 20 a Napoli, Uil, Cgil e Cisl chiedono un confronto con il governo su un ventaglio di questioni pressanti, come la tutela del valore di pensioni e salari, il rinnovo dei contratti nazionali pubblici e privati, la riduzione del carico fiscale su lavoro dipendente e pensioni, la tassazione sulle rendite finanziarie, il potenziamento del sistema sociosanitario pubblico per garantire il diritto alla salute e del sistema dell’istruzione. Poi, più sicurezza sul lavoro, il contrasto a malattie professionali e alla precarietà, l’eliminazione dei subappalti a cascata, la lotta alla criminalità organizzata, mafie e caporalato sul lavoro. E ancora, la riforma del sistema previdenziale con garanzie per le giovani generazioni, politiche industriali di investimento condiviso nel mondo del lavoro per negoziare la transizione digitale e realizzare un modello di sviluppo con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno, dove puntare a un importante aumento dell’occupazione per riavviare una nuova fase socio economica virtuosa.(s.d.n.)

