Uil prima alla Asl, Marcucci il più votato

8 Marzo 2015

Le elezioni rsu con 2.500 dipendenti alle urne: ecco i 33 sindacalisti eletti. Di Nisio (Fials) prende 104 preferenze

PESCARA. «Lavoro all’ospedale di Pescara da quasi 36 anni e, da quando esistono le rsu, sono stato sempre io il primo degli eletti. È una soddisfazione grande: i dipendenti premiano me e la Uil per il lavoro fatto, nonostante le critiche». Francesco Marcucci, tecnico di radiologia e segretario provinciale della Uil-fpl, è (ancora) il più votato tra i sindacalisti dell’ospedale: 166 voti di preferenza e la Uil resta prima, come 4 anni fa, con 548 voti (oltre il 27 per cento). Secondo posto per la Cgil (435 voti, 21,6 per cento), terzo per la Cisl (317 voti, 15,7 per cento). L’Ugl resta fuori: l’unico candidato della lista, Piacentino Melardo, ha preso 7 voti e non bastano.

Le elezioni rsu della Asl, con oltre 2.500 dipendenti chiamati al voto, dicono che sindacati confederali resistono ai sindacati indipendenti. Per la Uil è una rivincita: nel 2012 la lista di Marcucci era stata esclusa per le firme irregolari e le elezioni erano saltate. Oggi la Uil conta 9 eletti. «Adesso», dice Marcucci, «dobbiamo sanare l’angosciosa situazione dei coordinamenti: a breve ci saranno i concorsi interni, saranno premiati i migliori e nessuno potrà più dire che sono stati i primari a dare le deleghe agli infermieri. Poi, ci impegneremo per fare applicare le fasce contrattuali, cioè delle progressioni: ho già inoltrato una richiesta di incontro alla direzione generale. E ancora dobbiamo conoscere il nuovo direttore sanitario Lucia Romandini che ha sostituito Fernando Guarino».

Con 155 voti di preferenza, Antonio Argentini, infermiere a capo del sindacato autonomo Nursind, è il secondo più votato: «Ma io non sono soddisfatto, mancano almeno un centinaio di voti all’appello», dice lui, «avrei preferito prendere un centinaio di voti in più come sindacato e non per me. Non sono uno che ha la visione personalistica del sindacato. Dico che non sono soddisfatto per le battaglie fatte, comunque, non demordiamo e andiamo avanti finché c’è forza. Il messaggio di queste elezioni è che i sindacati tradizionali riprendono quota: le persone parlano tanto di necessità di cambiamento ma, poi, hanno votato sempre allo stesso modo. E diciamo anche che i sindacati tradizionali hanno usato tutti i mezzi per vincere».

Terza più votata alla Asl, con 104 voti, una donna: è Nicoletta Di Nisio, detta Nicla, impiegata nella direzione sanitaria e vice segretaria aggiunta del sindacato indipendente Fials. «La soddisfazione più grande arriva dalle lotte fatte insieme ai lavoratori: i numeri dicono che la gente ha apprezzato il nostro lavoro e noi vogliamo continuare a voltare pagina. Ringrazio tutti gli eletti e i non eletti della lista Fials e tutti i 104 che mi hanno votato. A loro prometto che non si pentiranno della loro scelta», promette Di Nisio, «è la prima volta che una donna, soprattutto di un piccolo sindacato, supera la quota dei cento voti. È un grande risultato: abbiamo sempre lottato per la legalità e per il rispetto dei diritti dei lavoratori. Noi ci abbiamo messo la faccia, mentre gli altri sindacati sono rimasti spesso silenti. Io sono andata avanti, nonostante le pressioni, grazie a chi ha creduto in me e, adesso, mi auguro che la direzione generale metta da parte l’astio verso la Fials e ci permetta di lavorare insieme per i dipendenti della sanità pubblica».

Il sindacato Fsi passa da un rappresentante a 4 con 225 voti: «Consensi», dice la segretaria territoriale Stefania Palestini, «espressi da chi ha creduto a un sindacato alternativo, indipendente, che ha saputo dare anni ai lavoratori risposte vere e concrete. Questa è la risposta dei lavoratori e ci rende consapevoli che le attività svolte sono state accolte. Tutto questo ci incita a continuare e a collocare costantemente come obiettivo principale del nostro impegno la tutela dei lavoratori». La Fsi è il primo sindacato all’istituto zooprofilattico abruzzese di Teramo: «All’Izs siamo i primi con 5 eletti mentre all’Arta abbiamo confermato un eletto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA