Ultimato il dragaggio al porto turistico

7 Giugno 2019

Garantiti 3 metri di profondità all’imbocco. Santori: ma l’insabbiamento è dovuto alle opere in mare

PESCARA. «Il porto turistico si insabbia non perché crea da solo nuova sabbia, ma a causa delle opere a mare realizzate negli ultimi anni che stanno determinando un accumulo di sedimenti marini superiore al normale».
A precisarlo è il presidente del Marina di Pescara Bruno Santori commentando così le operazioni di dragaggio disposte su ordinanza della Capitaneria di porto per riportare l’agibilità in alcuni punti dello scalo. I lavori, eseguiti dalla ditta molisana Inmare di Termoli, sono andati avanti per due giorni, lunedì e martedì scorso, in corrispondenza dell’imbocco. Ma, più che di un dragaggio vero e proprio, si è trattato di una movimentazione di 3mila metri cubi di sedimenti marini, utile al ripristino delle batimetrie. L’obiettivo, da confermare dopo le misurazioni con l’ecoscandaglio, è di riportare l’accesso del porto turistico a una profondità di 3 metri, cioè quanto il Marina deve garantire da contratto ai diportisti.
«Siamo ancora in attesa», aggiunge Santori, «di chiudere l’iter autorizzativo sul dragaggio vero e proprio, che confidiamo di realizzare nel più breve tempo possibile anche se c’è ancora una fase burocratica da espletare e i tempi non saranno immediati. Nel frattempo è stata effettuata questa operazione di rimodellazione e spostamento di sedimenti dal tratto iniziale del canale di accesso, lasciando però la sabbia all’interno del porto». Per garantire ai proprietari delle imbarcazioni di riuscire a entrare e uscire regolarmente dal porto e non inficiare il corretto svolgimento delle regate estive, c’è stato bisogno di scavare in corrispondenza dell’imbocco del Marina di Pescara, dove anche nei mesi scorsi si era verificato un accumulo di banchi sabbia. In un’occasione, a fine marzo, le barche a vela impegnate in una gara organizzata dal circolo velico “La Scuffia” sono rimaste bloccate nella secca e la competizione è stata annullata. «In quel frangente», rimarca Santori, «si sono concentrate due circostanze sfavorevoli: il maltempo e una bassa marea eccezionale per le nostre latitudini. Ma la scorsa settimana si è svolta una regata senza particolari problemi: abbiamo segnalato come sempre le situazioni di criticità e le barche a vela sono entrate e uscite regolarmente. Gli unici problemi li abbiamo all’ingresso, ma siamo fiduciosi, con questa operazione, di aver creato un canale navigabile a quota 3 metri di pescaggio, o quantomeno il più vicino possibile ai 3 metri».
«Questo fenomeno non si crea da solo», aggiunge con un pizzico di amarezza Santori, «sono anni che dobbiamo farci carico di una serie di problematiche determinate dalle opere a mare realizzate in passato e che continuano a causare un insabbiamento superiore al normale. Il Marina non ne ha nessuna colpa. Anche sul taglio della diga foranea ad oggi non c’è nessuna evidenza scientifica, bisognerebbe fare uno studio approfondito. Dall’osservazione empirica degli ultimi mesi abbiamo notato soltanto un aumento della velocità di insabbiamento del Marina, ma non abbiamo elementi tecnico-scientifici per dimostrarne la correlazione».