Ultimo giorno per versare la Tari, niente sanzioni per chi paga tardi

Non si placa la polemica sul caos per consegna delle cartelle di pagamento ai 61mila contribuenti Giampietro (Pd): «È ingiustificabile». L’assessore Seccia: «Bollette in arrivo, critiche strumentali»
PESCARA. È l’ultimo giorno per pagare la prima rata della tassa sui rifiuti (Tari) o per versare la rata unica, per 60.930 utenze domestiche e non domestiche. Proprio su questa scadenza non mancano le polemiche per il mancato recapito degli avvisi di pagamento con il modello F24 a tutti i contribuenti. Ma l’assessore comunale a Bilancio e Finanze Eugenio Seccia ha già assicurato in consiglio comunale che non saranno applicate sanzioni a chi pagherà in ritardo, oltre a spiegare che gli avvisi sono partiti a più riprese dall’11 luglio (via mail, via Pec e per posta) e l’ultima consegna a Poste italiane di quelli cartacei è avvenuta il 17 luglio. «Poste ha 5 giorni di tempo per lavorarli per cui dal 24 luglio c'è stato il recapito a casa delle buste. Qualcuno magari ha ricevuto l’avviso venerdì o lo riceverà lunedì» (oggi per chi legge, ndr), afferma l’assessore. E aggiunge: «Sfido a trovare dei casi in cui siano state applicate sanzioni a chi ha pagato in ritardo la Tari, anche due anni dopo la scadenza dell'avviso. Non ci sono casi rilevabili in tal senso», assicura. «I cittadini che temono di non pagare questo tributo possono stare tranquilli», prosegue. E invece rinfocola la polemica Piero Giampietro, capogruppo del Pd, che contesta «la mancata consegna a tutti i pescaresi dei documenti per pagare», fino a ieri. «Il ritardo è ingiustificabile, essendoci stati tre rinvii della scadenza della prima rata per cui c’era tutto il tempo di organizzarsi», dice Giampietro parlando di «forte inefficienza. So bene che si tratta di un invio di cortesia perché la Tari è un tributo in autoliquidazione, ma gli anziani aspettano il cartaceo, a casa. Ed è grave trovarsi a pagare una mora per un ritardo che non dipende da chi riceve la comunicazione. Poi i primi di agosto cominciano i pagamenti delle pensioni, alle Poste, quindi gli uffici saranno pieni». «Se vogliamo fare polemica politica facciamola», replica Seccia, ma «la situazione non è semplice come viene descritta da loro: i bilanci sono stati rinviati a settembre e il Pef ha subito delle variazioni. Critiche strumentali». I ritardi sono stati stigmatizzati anche da Alessandra di Simone dello Spi Cgil che ha chiesto di «non applicare sanzioni» a causa dei ritardi e teme «lunghe file degli anzini agli uffici postali». (f.bu.)

