Ultrà, solo in tre restano ai domiciliari
Udienza di convalida al tribunale di Chieti: il giudice Ribaudo dispone obblighi di firma e Daspo per gli altri 4 tifosi indagati
FRANCAVILLA AL MARE. Tre agli arresti domiciliari e quattro gli obblighi giornalieri di firma e Daspo. È finita così la lunga udienza a porte chiuse, ieri, nel tribunale teatino, con il giudice Valentina Ribaudo che ha convalidato i sette arresti disposti in maniera differita (uno dei primi casi di massiccia applicazione della nuova normativa sulla “flagranza differita”) a seguito degli scontri di domenica pomeriggio prima della partita di calcio Francavilla -L’Aquila. I tifosi sono stati arrestati dai carabinieri la mattina successiva (tutti tra le 6,20 e le 7,10, tranne uno che non era in casa e che poi si è presentato alle 8 in caserma). Visto che non erano passate più di 48 ore, «l’arresto risulta legittimamente eseguito», scrive il giudice nell’ordinanza di convalida. L’udienza è cominciata alle 10 e si è conclusa poco prima delle 15. Alle 9.30, i carabinieri hanno tenuto una conferenza per ricostruire la vicenda, alla presenza del comandante provinciale Lino Ciccarella, del comandante della compagnia carabinieri di Chieti Massimo Capobianco, con Vittorio Bartemucci e Edoardo Commandè, a capo dei nuclei investigativi di Chieti e dell’Aquila. Alla stessa ora, gli ultrà del Chieti arrivavano in piazza San Giustino per sistemare uno striscione di solidarietà per i sette francavillesi, sebbene tra le due tifoserie non scorra buon sangue. Ai domiciliari sono finiti i tifosi che avevano già precedenti: il 40enne Emiliano Coccione, difeso dall’avvocato Gianluca Carlone, Eros Domenicucci, 34 anni e Pasquale Crispino, di 32, entrambi rappresentati dall’avvocato Alessio Di Censo. Per tutti e tre ci sarebbero le immagini girate dai carabinieri (16 video) a incastrarli. Scrive il giudice: «Coccione viene immortalato mentre si scontra fisicamente con il supporter dell’Aquila, cade a terra e persegue nell’azione di aggressione». «Domenicucci lancia materiale pericoloso (bastone). Pur se videoripreso continua oltraggiare i militari».
«Crispino viene immortalato mentre con un’asta colpisce ripetutamente i tifosi avversari». Per quest’ultimo, l’avvocato Di Censo ha chiesto al giudice un permesso speciale: quello per sposarsi. Il matrimonio è previsto tra qualche giorno. È andata meglio agli altri quattro: Lorenzo Ballone, di 19 anni, difeso da Goffredo Tatozzi, Dario Tosto, di 32, Dario Rossicone, di 30, entrambi difesi da Di Censo, e Marco Savini, 30 anni, difeso da Vincenzo Brunetti. Per loro obbligo di firma e Daspo sino al processo che si terrà l’8 novembre. L’avvocato Tatozzi ha già prospettato ieri in aula la linea difensiva: lo scontro tra le tifoserie rivali poteva essere evitato se ci fosse stata una più accurata gestione dell’ordine pubblico. Tutti sapevano che la partita era a rischio e che i tifosi del Francavilla, tra i quali pare anche ragazze e bimbi, sarebbero arrivati a piedi da via Pola: com’è possibile che gli aquilani si trovassero lì liberi di agire alla rotonda sulla Nazionale? Ma sott’accusa non è la gestione dell’ordine pubblico, ha ribattuto il maggiore Capopianco, alle domande serrate di Tatozzi.
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