Un adulto ha partecipato alla rissa tra i ragazzi

7 Agosto 2019

La squadra mobile sta indagando sul ruolo che avrebbe avuto il genitore del 18enne ferito alla schiena con un coltello, poi ritrovato sul lungomare

PESCARA. Non c’erano soltanto dei ragazzini. Tra i partecipanti alla rissa scoppiata nella notte tra sabato e domenica fuori a uno stabilimento sulla riviera nord di Pescara c’era anche un adulto, il padre di uno dei due giovani rimasti feriti nella scazzottata, un 18enne di Pescara, D.J.. Non è chiaro che cosa facesse lì e che ruolo abbia avuto, sempre che ne abbia avuto uno, e anche su questo stanno lavorando gli uomini della squadra mobile, diretti da Mauro Sablone, che stanno identificando uno a uno i partecipanti alla zuffa grazie alle telecamere e alle testimonianze raccolte con il passare delle ore. Le immagini e il racconto di chi c’era e ha visto tutto sono la chiave di volta per definire gli avvenimenti di quella notte, quando due gruppi di ragazzini si sono affrontati all’esterno di uno stabilimento balneare facendo scoppiare una zuffa che ha comportato l’intervento di polizia, carabinieri e ambulanza.
Le prime ad alzare le mani sono state due ragazze, dopodiché i rispettivi gruppi di appartenenza sono intervenuti a difesa delle due e ne è scaturita una rissa che si è conclusa con l’accoltellamento del 18enne, colpito alla schiena e poi ricoverato in ospedale. Al pronto soccorso è finito anche un 17enne, preso a pugni, giudicato guaribile dai medici in 15 giorni.
Con il passare delle ore ha perso forza l’ipotesi iniziale. Si era subito pensato, sin dall’avvio delle indagini, che alla base della rissa ci fosse un dissapore maturato nelle scorse settimane, visto che il 20 luglio due gruppi si sono fronteggiati a colpi di caschi, sempre sulla riviera nord (nove persone sono state denunciate, per quella rissa).
Anche in quella occasione era nato tutto davanti allo stesso stabilimento, per poi proseguire in piazza Primo Maggio. Ma le indagini hanno consentito di scartare la possibilità di un collegamento tra i due fatti e soprattutto sono stati gli stessi protagonisti ad escluderlo. Nessuna ripicca, nessuna rivalsa, dunque. L’altra notte, è successo tutto per motivi banalissimi e l’eccesso di alcol è stato fondamentale per accendere gli animi e scatenare i ragazzini.
Tutto sarebbe cominciato nello stabilimento, con un pugno sferrato al 17enne che si stava divertendo con gli amici. Dopo essere stato colpito il minorenne si sarebbe rivolto agli addetti alla sicurezza del locale, per chiedere aiuto. Ma non sarebbe stato sufficiente per chiudere quell’aggressione, pare immotivata.
Una volta fuori, infatti, la tensione si è riaccesa e si è subito passati alle mani, prima tra due ragazze e poi tra gli amici dell’una e dell’altra, con il coinvolgimento di diverse persone, fino a quando è spuntato fuori il coltello.
Dopo l’accoltellamento, il 18enne ferito è stato ricoverato con una prognosi di 15 giorni e anche il 17enne colpito dal pugno è stato visitato dai medici (pure per lui la prognosi è di 15 giorni). E il racconto dei due, con la ricostruzione del padre del giovane ricoverato che quella notte era presente, potrebbe consentire agli investigatori di chiudere il cerchio, chiarendo fatti e responsabilità, per poi riferire tutto alla Procura.
Il coltello (con una lama di 4 centimetri), ora all’esame della polizia scientifica, è stato recuperato dalla polizia sul lungomare. (f.bu.)
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