Un’altra auto a fuoco, rabbia a Fontanelle

3 Settembre 2023

Via Caduti per servizio, rogo doloso nella notte. I residenti scrivono al prefetto. Pignoli (Udc) e Pettinari (M5s): più controlli 

PESCARA. Prima due esplosioni, poi le fiamme. Un’altra auto è andata a fuoco ieri notte in via Caduti per servizio, a Fontanelle, dopo i roghi dei giorni scorsi che hanno riguardato una Fiat 500, un ciclomotore, un bidone dei rifiuti e due contatori della luce, prima al civico 49 e poi al civico 17. La stessa paura che 12 anni fa aveva scosso le persone perbene di questo rione, a seguito degli atti intimidatori all’associazione Insieme per Fontanelle.
Stavolta, è andata a fuoco una Volkswagen Up di una donna che aveva lasciato l’auto parcheggiata in un piazzale, a fianco al civico 23. Attorno alle 3 il rogo ha avvolto e distrutto il veicolo che, essendo stato parcheggiato in retromarcia, si è allontanato autonomamente dagli altri mezzi in sosta che, quindi, si sono salvati. In via Caduti per servizio sono arrivati i vigili del fuoco, che si sono occupati di domare l’incendio, e anche la polizia, che ha avviato subito gli accertamenti e si sta occupando delle indagini sul rogo. Nessun dubbio sull’origine dolosa e ora il lavoro degli investigatori è finalizzato a capire chi ci sia dietro questo e altri incendi che si sono succeduti nell’ultimo periodo in via Caduti per servizio.
Alcuni residenti sono scesi in strada, ieri notte, per vedere, per capire. E si sono rivolti al consigliere comunale Massimiliano Pignoli per raccontare la loro «paura a uscire da casa, la sera» perché «un pazzo entra nelle case e nei palazzi a incendiare i contatori e bruciare le macchine» e la speranza è che venga «preso dalle forze dell’ordine». Delle indicazioni potrebbero arrivare dalle immagini delle telecamere della zona, ma intanto, suggerisce Pignoli, «va potenziata la presenza delle forze dell’ordine, a Fontanelle: serve una presenza fissa degli agenti della polizia locale e, se non è possibile, bisogna affidarsi alla vigilanza privata, pagata dal Comune di Pescara come già fatto in precedenza per le aree di risulta» dice Pignoli che parla di «situazione sempre più difficile» e di «cittadini esasperati».
Pignoli vuole anche chiedere «un incontro con il questore Luigi Liguori per avere informazioni sui controlli in questo quartiere, per garantire la sicurezza dei residenti. E la prossima settimana la commissione Sicurezza del Comune si riunirà a Fontanelle con il sindaco Carlo Masci e con il comandante della polizia locale Danilo Palestini».
Cosa ci sia dietro questi roghi è da scoprire. Ad agire potrebbe essere qualcuno che vuole solo divertirsi, ma per Domenico Pettinari, vice presidente del consiglio regionale che ha già annunciato la sua candidatura a sindaco per l’anno prossimo, «questi sono atti criminali che rappresentano la punta di un iceberg. Il sommerso è da cercare con molta probabilità nello spaccio, nel racket e nell'usura». Pettinari ricorda che da 15 anni chiede «un intervento risolutivo ma nessuno muove un dito. Anni fa, per un periodo sperimentale, avevamo ottenuto un presidio fisso di polizia e le cose erano migliorate. Quel servizio è stato interrotto, ma ora bisogna agire e dare una risposta immediata a questi atti criminali nel segno della legalità e della giustizia», dice ancora, pensando «ai residenti dei 500 alloggi Ater di edilizia residenziale pubblica, circa 1500 persone che vivono in una strada abbandonata da tutti e di cui i soliti politicanti si ricordano solo in campagna elettorale», conclude Pettinari.
Da Fontanelle, intanto, è partita una lettera al prefetto Giancarlo Di Vincenzo, a firma dell’associazione Insieme per Fontanelle, guidata da Nello Raspa, e di Abruzzo indipendente, rappresentato da Nick Di Meola, per chiedere «un incontro urgente». Viene riconosciuto «l’enorme sforzo delle forse dell’ordine sul territorio, ma le condizioni di vivibilità in alcune aree non sono affatto migliorate», si legge nel documento, e i report dell’attività delle forze dell’ordine «non rappresentano il quadro che caratterizza i luoghi in cui viviamo e che conosciamo bene. In alcuni quartieri il concentramento del degrado è una costante quotidiana e non appena si interviene torna la calma apparente, ma i problemi migrano in altri quartieri».