Un’altra discarica a Bussi? Il caso finisce in Parlamento
Il deputato Pd Castricone presenta un’interrogazione al ministro dell’Ambiente «No all’utilizzo dei fondi per spostare in altre aree i materiali tossici e pericolosi»
BUSSI SUL TIRINO. Un’interrogazione a risposta immediata, quella che il parlamentare popolese del Pd Antonio Castricone presenterà domani al ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti «per avere risposte in merito a due questioni strategiche per il futuro ambientale del polo chimico di Bussi. In questi giorni è da più parti emersa la volontà di utilizzare parte dei fondi della bonifica (i 50 milioni in mano al commissario Adriano Goio) per le discariche denominate A2 e B2 senza precisare in quale modo e soprattutto dove andrebbero conferiti i materiali tossici e pericolosi presenti in queste due discariche. La cosa che preoccupa e genera allarme è l'idea di realizzare una nuova discarica nel territorio circostante dove trasferire quanto presente in queste due aree.
Di fronte a questa ridda di voci, conferme e smentite», incalza Castricone, «chiedo ufficialmente al ministro, con un atto di sindacato ispettivo, quali sono le reali intenzioni del ministero dell'Ambiente e degli altri attori istituzionali presenti al tavolo. Resta chiaro che la mia posizione, così come quella del Partito democratico, è di favore verso la bonifica di queste due discariche ma di assoluta contrarietà alla realizzazione di un altra discarica in sito di Bussi».
In realtà, ci sarebbe un progetto realizzato da Goio teso alla bonifica e messa in sicurezza permanente delle aree A2 e B2 a monte ed esterne al sito industriale, avallato anche da Solvay, utilizzando parte dei 50 milioni integrati con un lauto contributo da parte di Solvay. La restante parte dei 50 milioni da utilizzare poi per la bonifica e messa in sicurezza delle aree interne al sito industriale di Solvay, dove dovranno insediarsi le aziende selezionate recentemente dal Comune per la reidustrializzazione. Il ministero dovrà esprimersi su questo progetto entro la prossima settimana. A oggi il Comune di Bussi però non conosce i dettagli del progetto, cosa che dovrà al più presto acquisire perché quale principale interlocutore poi firmerà l'accordo di programma e inizierà le opere. Il progetto prevederebbe anche l'accumulo provvisorio di parte del materiale delle aree in un sito attiguo, proprio per consentire ingressi di investitori e voltare pagina dopo sette anni di stallo. Castricone è contrario però a una discarica legale in loco, così come lo sono le associazioni ambientaliste. Queste (Forum dell’acqua) infatti si richiamano alla ultima sentenza del Tar che impone alla Edison di eseguire la bonifica integrale dei siti inquinati.
La geografia dell'inquinamento delle aree industriali e attigue si compone di tre zone fondamentali. La prima, quella di Tremonti, con la mega discarica di 4 ettari di estensione con circa 250/300 mila metri cubi di residui tossici. Poi le aree interne al sito industriale ancora da definire in estensione, quantità e tipologia di rifiuti, quelle esterne, le A2 e B2 estese circa 7 ettari dove ci sono oltre 700mila metri cubi di terreno contaminato. Oltre queste aree si estende ancora il Sito di interesse nazionale, per il quale è stata chiesta una riduzione della perimetrazione al momento sottoposta a una valutazione del ministero. Castricone nella sua interrogazione chiede al ministro anche lo stato dell'arte di questa procedura.
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