Un altro peschereccio incagliato nel porto

Insufficienti i lavori di scavo finora realizzati. La marineria dà l’allarme: «Occorre subito il dragaggio»
PESCARA. Al porto canale, la storia si ripete. Ieri mattina, un’altra imbarcazione, l’ennesima, è rimasta in secca a causa dei fondali bassi. Stavolta si tratta del peschereccio Nonno Giovanni. Stava provando ad uscire in mare quando, all’altezza della Madonnina, si è insabbiato. Per liberarlo, è dovuto intervenire il pontone, da sabato mattina in porto per interventi di emergenza dopo che la settimana scorsa altre due barche erano rimaste incagliate.
Infuriata la marineria, che torna a chiedere il dragaggio. «I lavori che si stanno facendo in questi giorni», spiega Massimo Camplone, «non servono a niente. Si stanno soltanto spostando i materiali. Serve di più e noi non possiamo aspettare. Ci hanno detto che per il dragaggio vero e proprio se ne parlerà a settembre. Ma noi», fa presente, «in queste condizioni dopo l’estate non ci arriviamo. Qui è un disastro. Nel punto dove è rimasto in secca Nonno Giovanni non c’è neppure un metro d’acqua. Il porto, se non si fa qualcosa subito, è da chiudere. La situazione peggiora di ora in ora. Di sera ormai», prosegue, «entriamo ed usciamo strisciando, di giorno, invece, come si è visto ieri, a causa della bassa marea, si resta insabbiati. Se non si decidono a dragare tutta la canaletta, il problema non si risolve». «Siamo bloccati, imprigionati», aggiunge Romeo Palestino, «i lavori che hanno iniziato a fare sono solo un palliativo e a noi serve altro».
Della situazione è stato subito messo al corrente il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri. «Le problematiche del nostro scalo si risolveranno esclusivamente con quegli interventi strutturali che abbiamo avuto la lungimiranza di pensare, progettare, appaltare e oggi realizzare», sottolinea. «Sabato scorso», aggiunge, «sono partite le opere di dragaggio e di manutenzione ordinaria, purtroppo ieri la bassa marea, come ha confermato il comandante della Direzione Marittima, ha giocato un pessimo scherzo ai pescherecci. Entro pochi giorni dovrebbe essere pubblicato anche il Decreto per il riutilizzo a terra del materiale di risulta del dragaggio che ha superato in maniera positiva gli esami analitici di qualità di laboratorio e attualmente si sta verificando la disponibilità di siti per il potenziale impiego di quel materiale».
(a.d.f.)

