«Un anno di Maragno, città morta»

30 Giugno 2015

Aliano inventa un manifesto funebre: troppe tasse. Protesta anche il Pd

MONTESILVANO. Tempo di bilanci per l’amministrazione comunale. A un anno dall’insediamento del sindaco Maragno e della sua giunta si tirano le somme sulle cose fatte in città e sulle iniziative da intraprendere.

Venerdì prossimo, sindaco e giunta saranno in sala consiliare per presentare una relazione sui primi 365 giorni di governo. Ma a fare il punto non sarà solo l’esecutivo. Da giorni ormai fervono i preparativi da parte delle forze di opposizione che si sono fatte promotrici di ben tre conferenze sul tema. A cominciare da quella organizzata dal Pd, in programma domani, alle 16, nella sala tricolore al quarto piano del municipio.

Spazio anche al Movimento 5 Stelle che tirerà le somme di un anno di amministrazione Maragno nel corso di un incontro convocato per giovedì, alle 11, a palazzo di città. A poche ore dalla presentazione del primo cittadino, infine, saranno gli esponenti di Montesilvano Democratica, Rievoluzione e Abruzzo Civico ad analizzare l’operato del centrodestra. Ed è proprio questo l’appuntamento che si preannuncia come il più “velenoso” osservando la grafica scelta per la locandina della conferenza, che rappresenta un manifesto funebre.

«Dopo un anno di agonia, tasse alle stelle, degrado e palese incapacità di governo», si legge, «si è spenta la cara esistenza del Comune di Montesilvano». Il manifesto, comparso già da qualche giorno sul web, ha scatenato una serie di commenti da parti dei residenti, divisi tra chi si è schierato al fianco della opposizione, e chi invece accusa Anthony Aliano e Manola Musa di essere ugualmente responsabili dell’andamento amministrativo, poiché eletti in maggioranza. Immediata la replica di Aliano.

«Se sposo un progetto, idee e persone» commenta, «ma, purtroppo, appena eletti, quello che dovrebbe essere il capitano cambia atteggiamento e si rivela tutt'altro personaggio con tutt'altri obiettivi non condivisi, cosa faccio? Resto coerente con i proclami per cui sono stato eletto» si chiede Aliano, «o mi adeguo pur di stare in maggioranza? Io alla mia coerenza non rinuncio». (a.l.)

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