Un anno fa la tragedia di Fatime. La salma ancora bloccata in Italia

Potrebbe tornare in Guinea nelle prossime settimane: pratiche in corso e ritardi dovuti alla burocrazia E allo stadio Adriatico il ricordo della ragazzina con Comune e Coni: «Una comunità che non dimentica»
PESCARA
Un anno fa, alle 17, il mare si portava via il sorriso di Fatime. E tutta Pescara si fermava in attesa che potesse rispuntare quella ragazzina con le treccine inghiottita dal mare torbido di quel 24 luglio scorso: decine i soccorsi via mare e via cielo che l’hanno cercata nelle acque tra gli stabilimenti Jambo e Plinius fino a quando, dopo 50 minuti, l’hanno trovata in una fossa tra gli scogli e trasportata d’urgenza in ospedale ma il suo cuore aveva già smesso di battere. E quel dolore, che un anno fa ha colpito anche la politica con i cordogli arrivati da tutti gli schieramenti, ritorna oggi più forte nel ricordo della tragedia che ha strappato via quella ragazzina di 12 anni originaria della Guinea e arrivata in Italia con i suoi fratellini ormai da anni. Una tragedia ancora senza un sollievo neppure per la famiglia che per mesi ha lottato per avere il nullaosta per riportare la salma in Guinea. E invece la salma, anche dopo quel documento arrivato a fine aprile, è ancora al cimitero di San Silvestro incastrata tra i rimpalli della burocrazia.
LA SALMA BLOCCATA
Dopo ben nove mesi di attesa, lo scorso aprile è arrivato il via libera al rimpatrio della salma nel suo Paese d’origine: Conakry, in Guinea. È in quel momento che i genitori, che vivono a Pescara, hanno ringraziato la città per l’affetto ricevuto, a partire dalla raccolta fondi che ha permesso di raccogliere il denaro necessario per il rimpatrio: sono stati raccolti oltre 13mila euro sulla piattaforma GoFundMe. «Si chiude un anno tragico e finalmente potremo dare una degna sepoltura a nostra figlia Fatime», avevano detto in quell’occasione i genitori della 12enne, ricevuti in Comune. Ma dopo quell’annuncio sono emersi ancora cavilli burocratici che hanno bloccato, fino a oggi, la salma della piccola, tumulata al cimitero di San Silvestro. Nelle prossime settimane, è questo l’arco temporale indicato dai legali che assistono la famiglia, potrebbe avvenire il rimpatrio in Africa.
IL RICORDO DEGLI AMICI
Gli amici non scordano Fatime, che lo scorso anno, di questi tempi, frequentava il campus de “Lo Sport non va in vacanza”, iniziativa estiva promossa dal Comune e dal Coni per i giovanissimi. Proprio per questo, ieri allo stadio Adriatico il sindaco Carlo Masci, insieme all’assessore allo Sport Patrizia Martelli, al presidente del Coni Abruzzo Antonio Passacantando e a Giuliano Natale, responsabile di campo all’Adriatico, hanno ricordato Fatime insieme ai giovani con un minuto di silenzio. «L'anno scorso, durante lo Sport non va in vacanza, abbiamo dedicato una giornata a Fatime ricordandola all'interno dello stadio per un'intera mattinata.
Per lei i bambini hanno realizzato una scritta sul campo, disponendosi ordinatamente per comporre le lettere del suo nome», dice l’assessore Martelli. «Era il 31 luglio e la tragedia si era consumata pochi giorni prima, scuotendo tutta la comunità. Anche quest'anno, a dodici mesi di distanza, siamo tornati indietro con la memoria a quel 24 luglio e abbiamo voluto esprimere la vicinanza della città alla famiglia con un minuto di silenzio».
L’INCHIESTA
A un anno dalla tragedia, resta aperto anche il fronte giudiziario. Il prossimo 29 settembre si tornerà in aula per l'udienza sulla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di A.F., la 20enne di Civitaquana finita sotto inchiesta con l'accusa di omicidio colposo e omessa custodia di minori. Per la Procura, quel pomeriggio la giovane, pur avendo con sé il proprio figlio piccolo, aveva assunto di fatto la responsabilità di sorvegliare sei bambini nella spiaggia libera all'altezza di via Muzii, compresi i quattro più grandi che entrarono in acqua insieme a Fatime. Una babysitter "improvvisata", secondo l'accusa, chiamata a vigilare su quei minori. Le indagini hanno escluso un malore della 12enne: a portarla via sarebbe stata una tragica sequenza di eventi, un intreccio di attimi e circostanze che ha trasformato una giornata d'estate in una tragedia impossibile da dimenticare.
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