Un anno fa le frane, ma finora nessun intervento

Penne, sono numerose le contrade vestine che attendono i lavori promessi da Comune e Regione. Non c’è traccia delle opere per cinque milioni
PENNE. Il dissesto idrogeologico innescato dalle perturbazioni del marzo 2015 non è stato affatto risolto. Solo rattoppi e breccia nelle varie località martoriate da frane e smottamenti, nessuna traccia di interventi risolutivi. Da contrada Mallo a Villadegna, da Collalto a Santa Maria Mirabello: sono davvero tante le zone della campagna e del capoluogo vestino che vivono una condizione di disagio da circa un anno e mezzo.
In alcuni punti, per poter transitare in sicurezza è possibile farlo solo con un fuoristrada. Su un tratto di contrada Mallo, gli impianti idrici e fognari sono stati disinterrati e messi un superficie a causa dei continui movimenti del terreno. Sempre in contrada Mallo, c’è chi ha dovuto lasciare la casa costruita dopo i sacrifici di una vita, perché dichiarata inagibile dalle frane che incombono dalla collina restrostante. Non appena si verificò il disseDopo il dissesto, nel marzo 2015, è stata fatta una stima dei danni ed elaborato un piano di intervento. In totale, l’amministrazione vestina ha previsto in 5 milioni di euro la somma necessaria per porre rimedio ai danni. Di questa cifra, a oggi, poco o nulla è arrivato dalla Regione Abruzzo e dallo Stato. Nel marzo 2015, nel pieno dell'emergenza, dopo una ricognizione eseguita dai tecnici comunali venne evidenziato un quadro davvero allarmante: 21 zone colpite da frane e smottamenti con 5 strade – Santa Maria Mirabello, Collalto versante Tavo, Flagnano, Nortoli e Pianogrande – chiuse al traffico. Se a tutto questo si aggiunge che Penne fa ancora i conti con i danni mai riparati dell’alluvione del 2013 – a fronte de 5 milioni richiesti, sono arrivati soltanto 67 mila euro – ecco che la situazione è a dir poco preoccupante. Nei giorni scorsi, con il suo comitato in difesa delle strade, il segretario di Rifondazione comunista, Gabriele Frisa, ha ispezionato le zone più martoriate della città. «In alcune contrade sembra si sia tornati al dopoguerra. L'asfalto non esiste più e si transita solo su strade che sembrano mulattiere. Regione e amministrazione comunale hanno il dovere di risolvere questa situazione. Vanno assolutamente reperiti i fondi necessari per restituire dignità ai luoghi e ai residenti che abitano in queste zone. C'è chi si alza al mattino per andare al lavoro e non sa se la sera, all’ora del rientro, potrà percorrere la strada verso casa. La nuova amministrazione, in campagna elettorale», chiosa Frisa, «ha promesso di intervenire e di battersi per avere i finanziamenti necessari a risolvere questo gravissimo dissesto, ma ad oggi nulla o quasi è stato fatto».
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