Un’associazione per ricordare Manuela

Spoltore, i genitori dell’infermiera morta un mese fa si impegnano nella beneficenza. Oggi la messa
SPOLTORE. Un’associazione porterà il nome di Manuela Verna, l’infermiera di 47 anni morta un mese fa a Spoltore. Lo promettono i genitori, Anna ed Ezio Verna, che hanno assistito con amore la loro figlia negli anni di una malattia: un’associazione che farà della solidarietà la sua missione per sostenere le attività di un centro del risveglio e di riabilitazione.
Oggi alle 18,30, nella chiesa di San Panfilo, a Spoltore, ci sarà un messa in ricordo di Manuela, per vent’anni infermiera nel reparto Stroke Unit dell’ospedale di Pescara. La messa di oggi segue quella che si è già svolta a una settimana dalla morte nella cappella dell’istituto Nostra Signora a Pescara.
«Come la cometa lascia una lunga scia nel cielo così Manuela», racconta la madre di Manuela, «ha lasciato un ricordo indelebile in tutti quelli che l’hanno conosciuta. Manuela era una ragazza semplice che non amava mettersi in mostra ma che ha regalato a tutti una sensazione di serenità, di pace. Il giorno del funerale, la chiesa non è riuscita a contenere tutte le persone che hanno voluto darle l’ultimo saluto». C’è un dettaglio che ha colpito i due genitori nel giorno dell’addio: «Un’amica ci ha ripetuto più volte che in chiesa, con i fiori e i canti, sembrava quasi ci fosse un rito nuziale: la bara sembrava guardare tutti come se volesse gioire e ringraziare di tutta quella manifestazione di affetto». Da quel giorno è passato un mese: il dolore per la perdita di una figlia non può scomparire. «Manuela non potrà finire così, il suo ricordo dovrà essere trasmesso a tutti quelli che soffrono la sua stessa situazione e, allora, abbiamo pensato di creare un’associazione che porterà il suo nome per incentivare e sostenere un centro del risveglio e di riabilitazione in Abruzzo in modo che i malati non siano costretti a trasferirsi in altre regioni con tutti i disagi che ne conseguono e che abbiamo vissuto anche noi. Solo così», prosegue Anna, «riuscirò a consolare il mio cuore perché sarà Manuela ad aver voluto realizzare questo progetto di vita per aiutare chi soffre e le famiglie. Grazie Manuela».

