Un atto dà subito lo stop all’inchiesta sull’ospedale

L’AQUILA. Mauro Febbo, consigliere uscente di Forza Italia e candidato alle regionali, presenta un esposto alla Procura dell'Aquila per presunte irregolarità nella delibera di giunta regionale che ha...
L’AQUILA. Mauro Febbo, consigliere uscente di Forza Italia e candidato alle regionali, presenta un esposto alla Procura dell'Aquila per presunte irregolarità nella delibera di giunta regionale che ha dato il via libera al project financing Maltauro, cioè alla realizzazione del nuovo ospedale di Chieti. La Procura aquilana, attraverso il magistrato Roberta D'Avolio, apre quindi un fascicolo come atto dovuto e delega i carabinieri del nucleo operativo radiomobile a svolgere le indagini acquisendo documenti in Regione e ascoltando persone informate sui fatti.
Ma le attività di indagine degli ultimi giorni sembrano chiarire i sospetti sollevati dal forzista Febbo. In particolare c’è un atto, già finito nel fascicolo dell’inchiesta e di cui pubblichiamo una copia, che può dare lo stop all’inchiesta. Datato 18 luglio 2018, il documento porta la firma del direttore del dipartimento salute e welfare, Angelo Muraglia, che dichiara di condividere la delibera di giunta regionale finita al centro della vicenda. Nel suo esposto, Febbo sosteneva che la delibera fosse viziata da un presunto falso in quanto riportava la frase che Muraglia aveva espresso il proprio parere favorevole quando invece l'alto dirigente non risultava tra i firmatari dell’atto di giunta.
E questo ha spinto il forzista a rivolgersi alla magistratura. Muraglia, già sentito dai carabinieri, ha però spiegato che il 9 luglio scorso, giorno di approvazione della delibera, era assente perché in ferie ma successivamente, il 18 luglio, firmando l'atto che pubblichiamo, ha condiviso il provvedimento firmato dal direttore generale, Vincenzo Rivera.
Tocca ora al pm D'Avolio tirare le somme, chiedere l'archiviazione dell’esposto del candidato di Forza Italia oppure procedere con ulteriori approfondimenti. (l.c.)

