Un’azalea per aiutare la ricerca: l’obiettivo è la cura per il cancro

Ecco come contribuire all’attività dei sanitari in prima linea Lo studio sulle resolvine del lancianese Domenico Mattoscio
Una fioritura di speranza, l’impegno dei ricercatori, l’instancabile attività dell’associazione italiana per la ricerca sul cancro. Torna l’Azalea della ricerca della Fondazione Airc per sostenere la ricerca sui tumori che colpiscono le donne. Domenica 14 maggio, giorno della Festa della mamma, appuntamento con i volontari nelle piazze; la campagna proseguirà per tutto il mese raccontando “La forza delle donne” contro il cancro. L’obiettivo è dare forza ai ricercatori impegnati a trovare diagnosi sempre più precoci e trattamenti più efficaci per i tumori che colpiscono le donne.
“La forza delle donne” è il messaggio che Airc vuole trasmettere attraverso questa campagna per tutto il mese di maggio: la stessa forza che parte dalla ricerca, arriva alle pazienti, e si moltiplica grazie al sostegno delle persone che sono loro vicine e se ne prendono cura ogni giorno. Ventimila volontari dei diciassette comitati regionali tornano in oltre 3.600 piazze domenica a distribuire l’Azalea della Ricerca a fronte di una donazione di 18 euro, per sostenere il lavoro dei ricercatori Airc. Insieme alla pianta verrà consegnata la speciale Guida con informazioni sulla prevenzione “età per età”.
LA FORZA DEI LEGAMI
Per affrontare la malattia è importante poter contare su famigliari e amici. Lo racconta Francesca, volto della campagna insieme alla mamma Antonella, una luce sempre pronta a illuminare i momenti più bui. «Si dice che “la mamma è sempre la mamma” e non potrei essere più d’accordo. È stata con me ogni minuto, da quando mi hanno detto che avevo un linfoma di Hodgkin, mi ha accompagnata a ogni visita, a ogni seduta di chemioterapia, a ogni ricovero; è stata la mia forza. Dico sempre che senza i miei affetti non ce l’avrei fatta: la mia famiglia, il mio compagno, gli amici, quelli veri, mi hanno sostenuto ogni giorno durante la battaglia contro il cancro. Sono sincera quando dico che da sola non so se ce l’avrei fatta!».
I RICERCATORI
Domenico Mattoscio, di Lanciano, è attualmente impegnato in un My first Airc grant (Mfag 2022) all’Università degli Studi "Gabriele D'Annunzio" Chieti-Pescara su “Le resolvine come nuova classe di molecole per stimolare l'immunità anti-tumorale”. La finalità ultima del progetto è quella di determinare il ruolo di una particolare classe di molecole, le resolvine, come possibile terapia per stimolare le cellule immunitarie dei pazienti a reagire contro le cellule cancerose.
Perché ha scelto la ricerca?
«Sono incappato casualmente nel mestiere di ricercatore. Dopo la laurea in scienze biologiche ho intrapreso, come molti studenti, la strada della ricerca universitaria. Ma ho capito subito che non sarebbe stata una fase di passaggio: fare ricerca richiede pazienza, costanza e determinazione. E le soddisfazioni non sono frequenti. Ma quando arrivano, l'entusiasmo di aver aggiunto un altro tassello al mio lavoro non fa altro che spingermi a perseverare per raggiungere obiettivi sempre più vicini ad una meta concreta.
Come si svolge l’attività di un ricercatore?
«La fase sperimentale è solo il culmine di una approfondita progettazione iniziale e di discussioni e confronti con il mio team. Una volta in laboratorio si passa a sperimentare su modelli diversi: cellule tumorali, modelli animali e tessuti di pazienti».

