Un black out ha bloccato le pompe

24 Ottobre 2018

Fatale anche l’intasamento delle fogne, la strada era transennata

FRANCAVILLA. È stato un malfunzionamento alle pompe idrauliche, causato da un black out della rete elettrica, a contribuire in maniera importante all’allagamento del sottopasso di via Pola, dove lunedì pomeriggio una donna ha rischiato la vita rimanendo intrappolata all’interno della sua vettura. Un problema, quello con l’Enel, che è tutt’altro che una novità, visto che l’amministrazione sottolinea come spesso, soprattutto in caso di maltempo, l’energia elettrica viene a mancare, rendendo di fatto inutilizzabile il sistema di pompaggio installato nel sottopasso, proprio per impedire che si allaghi. Inoltre, le griglie per lo smaltimento dell’acqua, intasate dal fogliame caduto in questi giorni, hanno contributo a ostacolare il deflusso della pioggia, che nel giro di poche ore ha totalmente riempito il sottopassaggio. Ma, se da un lato appare evidente come sia proprio quello di via Pola il sottopasso a creare i maggiori problemi nel territorio comunale, sia perché posto al di sotto del livello del mare, sia perché sullo stesso confluiscono quattro vie, con l’acqua che scende da ogni direzione, non bisogna dimenticare che la tragedia è stata sfiorata soprattutto per l’imprudenza dell’uomo, con la signora alla guida della vettura che ha ignorato ogni barriera posta su ciascuno dei lati di accesso al sottopasso. Infatti, come fanno sapere dal Comune, già dalle prime ore di lunedì mattina, quando si era presto capito quella che sarebbe stata la situazione di lì a poco, transenne e nastri erano stati posizionati su tutti e quattro gli ingressi. Inoltre era in funzione sia il segnale luminoso che indica l’allagamento del tunnel, sia il segnale con le onde luminose, oltre che l’indicatore che registra il livello di acqua caduta. Ma evidentemente tutto questo non è stato sufficiente per impedire che la donna di Ortona finisse in balia dell’acqua: per sua fortuna, tre persone si sono gettate nell’acqua per liberarla dall’auto e strapparla a morte certa. Tra questi il vigile del fuoco di Pescara, non in servizio in quel momento, Flavio Firmani, Amilcare Catena e Gianluca Ortu, il tabaccaio sardo che per primo ha prestato soccorso.