Un borgo da scoprire con le mostre di 7 artisti angolani

15 Giugno 2018

Città Sant’Angelo, al via il progetto “SlowArt”: le opere esposte in un palazzo storico, in due chiese e in un museo

CITTA’ SANT’ANGELO. Scoprire le bellezze di Città Sant’Angelo attraverso l’arte. Questo il progetto di SlowArt, l’associazione di artisti angolani che domenica scorsa si è presentata con l’inaugurazione della prima mostra d’arte. Quattro i palazzi storici coinvolti in questa operazione artistica: Palazzo Coppa Zuccari, chiesa di San Francesco, Musceo Civico e auditorium di Sant’Agostino.
Mercoledì scorso la seconda inaugurazione dell’associazione SlowArt ha interessato l’auditorium Sant’Agostino con l’esposizione delle opere di Luciano Giacintucci, Rocco Liberato e Franco Secone e l’intervento della musicista e compositrice Maria Gabriella Ciaffarini. Ma gli artisti che compongono questa associazione sono sette, tutti angolani e ognuno con un suo stile ben collaudato. Proviamo a conoscerli uno a uno. Partiamo quindi da Luciano Giacintucci, «le cui opere inquiete ed inquietanti», recita la presentazione «rappresentano una premessa indispensabile a tutte le varie espressioni della contemporaneità». Quindi c’è Rocco Liberato, che «con i suoi colori e le sue forme “politecniche” è in grado di leggere il proprio vissuto umano ed artistico». Vittorina Mura che «attraverso vedute paesaggistiche tipiche del mondo mediterraneo è in grado di originare delle vere e proprie anatomie naturali». Valeriano Oronzo, «artista ricco di interessi e ampi panorami culturali che usa il colore per comunicare serenità e una visione oggettiva della realtà».
E ancora Annarita Pantaleone, «amante dell’arte nelle sue varie sfaccettature e da sempre impegnata a sostegno dell’ecologia e della solidarietà sociale». Daniela Perrone «il cui mistero della donna, perennemente alla ricerca della verità, si rivela essere spesso dolore, sofferenza ma anche amore». Infine Franco Secone, «artista dagli aspetti policromi, come policrome sono le sue riflessioni coloristiche su tela: intense e a volte drammatiche». La mostra resterà aperta al pubblico fino al mese di agosto e si inserisce all’interno della programmazione estiva fortemente voluta dal Comune di Città Sant’Angelo, intenta a promuovere la cultura e l’arte di uno dei borghi più belli d’Italia.
SlowArt nasce nel 2018 nell’ambito di un progetto che mira a promuovere un collettivo di artisti angolani, stilisticamente diversi tra loro. E proprio da questa diversità si palesa l’esigenza di dipingere un immaginario cangiante e variegato della realtà che circonda ognuno di loro. Una realtà che li accomuna geograficamente ma che viene raccontata da mani e occhi diversi. Ne fanno parte sette artisti angolani, che poi sono gli stessi che esporranno le loro opere nei locali storici del borgo fino al mese di agosto.