«Un branco spietato» Minorenne nei guai per i fidanzati pestati

17 Marzo 2019

Aggressione in via Parini, dopo gli arresti coinvolto un 17enne Il giudice: «Non può uscire di casa senza l’autorizzazione» 

PESCARA. Dovrà stare a casa, senza mai allontanarsi, se non con l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria. È questo il provvedimento che il giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Petra Giunti, ha adottato nei confronti di un 17enne pescarese, uno dei componenti del gruppo che la notte del 21 ottobre 2018 avrebbe aggredito una coppia di fidanzatini minorenni in via Parini.
Per quell’episodio tre 18enni, due uomini e una donna, erano stati già arrestati il 15 novembre dalla squadra mobile su disposizione del giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio. E ieri, a distanza di quasi 5 mesi dall’accaduto, è arrivato anche il provvedimento del Tribunale per i minorenni nei confronti dell’unico componente della banda che non ha ancora compiuto 18 anni.
Quella notte, stando alla ricostruzione della squadra mobile Pescarese, le vittime si trovavano su una panchina quando sono stati avvicinati dai quattro, tre ragazzi e una ragazza. Tutto sarebbe cominciato con gli insulti nei confronti della ragazzina seduta sulla panchina, insulti ingiustificati e seguiti subito dopo da uno schiaffo. Inutile il tentativo del fidanzato di difenderla: anche lui è stato aggredito con calci e pugni, finendo a terra, dove gli sconosciuti hanno continuato a picchiarlo fino a quando non lo hanno visto a terra, rannicchiato e inerme. Prima di andare via, i quattro hanno prelevato la borsa della fidanzatina. Per le due vittime è stato necessario il ricorso alle cure dei medici, in ospedale, dove la coppia è stati giudicata guaribile in 12 e 10 giorni.
Le indagini della Mobile, diretta da Dante Cosentino, hanno permesso di ricostruire i fatti sulla base della testimonianza delle vittime e attraverso le immagini delle telecamere presenti su via Parini, che mostrano l’accaduto.
Un po’ per volta sono stati identificati tutti i componenti del gruppo e sono state informate le Procure. Sulla base degli elementi raccolti il giudice Giunti ha ritenuto non solo che ci siano gravi indizi di colpevolezza nei confronti del 17enne ma anche che esista il pericolo che i reati di cui dovrà rispondere vengano reiterati (lesioni personali e rapina aggravata).
Quella scarica di botte sotto ai portici di via Parini è stata estremamente grave, per il giudice, e anche significativa perché dimostra la propensione a delinquere del 17enne, le cui mosse sono indicative di una certa disinvoltura criminale, vista la particolare brutalità che ha accompagnato l’aggressione.
Quello che ha agito è un branco ed è stato mosso da una particolare ferocia, sostiene il giudice del Tribunale per i minorenni che ha voluto prevenire una possibile escalation di violenza imponendo al 17enne la permanenza in casa. E, semmai non dovesse rispettare questa misura, corre il rischio del collocamento in comunità.
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