Un calo reale di casi almeno per un giorno

11 Marzo 2021

Sono stati 372 su oltre 5.600 test: si riaccende la speranza

PESCARA . La situazione rimane pesantissima, soprattutto negli ospedali, che continuano ad essere in affanno. I ricoveri, seppur stabili, sono ancora ai valori più alti di sempre.
Ma sul fronte dei nuovi casi si intravedono i primi, deboli, segnali di un possibile miglioramento. In mezzo Abruzzo, d’altronde, sono in vigore ormai da quasi un mese misure da zona rossa, i cui effetti, complice la variante inglese, sono arrivati fin troppo tardi. Se il trend dei contagi inizia la discesa, per vedere una riduzione di ricoveri e decessi bisognerà attendere ancora. E infatti ci sono altre dieci vittime.
ANCORA MORTI. Il bilancio delle vittime sale così a 1.835. Ben 627 i decessi dall’inizio dell’anno. Sono 104 solo negli ultimi sette giorni. I dieci segnalati nel bollettino della Regione, due dei quali relativi ai giorni scorsi e comunicati solo ieri dalle Asl, riguardano persone di età compresa tra 63 e 96 anni: cinque in provincia di Chieti, due in provincia di Teramo e tre in provincia di Pescara. Le otto vittime più recenti sono un 63enne e un 74enne di Ripa Teatina, un 79enne di Giulianova, un 83enne di Chieti, un 87enne di Altino, una 88enne di Roccascalegna, un 89enne di Cepagatti e una 91enne di Atri.
NUOVI CASI. I nuovi casi sono 372. Il dato, pur essendo più alto rispetto a quelli di lunedì e martedì, giorni in cui vengono processati meno tamponi, è comunque al di sotto della media della scorsa settimana. E, tra l’altro, emerge da un numero consistente di test, 5.698: anche il tasso di positività scende rispetto ai valori della scorsa settimana.
Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di sei mesi e il più anziano una donna di 96 anni, entrambi dell’Aquilano. Quelli con meno di 19 anni sono 74: 26 in provincia dell’Aquila, 17 in provincia di Pescara, 19 in provincia di Chieti e 12 in provincia di Teramo.
LE LOCALITÀ. Le località con più nuovi casi sono Pescara (38), Montesilvano (26), L’Aquila (24), Avezzano (19), Roseto degli Abruzzi (17), Chieti (13), Cepagatti (12), Francavilla al Mare (12) e Lanciano (10). A livello territoriale, l’incremento più consistente si registra nell’Aquilano, che con 122 contagi recenti supera quota 14mila casi complessivi. La provincia dell’Aquila, inizialmente solo lambita dall’emergenza invernale, è ora una delle aree che desta maggiore preoccupazione: i numeri, negli ultimi giorni, sono in rapida crescita. Al secondo posto c’è il Pescarese (+95). Lì la situazione resta difficilissima e i dati sono fermi su valori record, ma la crescita repentina registrata nelle ultime settimane sembra essersi arrestata. Poi ci sono il Chietino (+75) e il Teramano (+40).
RICOVERI. Gli attualmente positivi al virus sono 92 in meno, per un totale di 13.233 persone. Stabili, ma su numeri altissimi, i ricoveri, che scendono di tre unità, passando dai 759 di martedì ai 756 di ieri. In particolare, 669 pazienti (-3) sono in terapia non intensiva e 87 (invariato, al netto di decessi, dimissioni e sette nuovi ricoveri) sono in terapia intensiva.
Il dato sulle rianimazioni è fermo al valore più alto mai registrato in Abruzzo. I ricoveri restano, dunque, ben al di sopra dei livelli di allerta: al momento il tasso di occupazione dei posti letto è pari al 41% per le terapie intensive, a fronte di una soglia di allarme del 30%, e al 45% per l’area medica, rispetto a un limite del 40%. Gli altri 12.477 attualmente positivi (-89) sono in isolamento domiciliare. I guariti delle ultime ore sono 451: il totale sale a 43.255.