Un clima di tensione cominciato a febbraio

Dall’esordio con sconfitta a Cupello all’aggressione, con bastoni e cinghie, ai giocatori giallorossi
FRANCAVILLA AL MARE. Tanto tuonò che piovve. Il provvedimento adottato nei confronti di alcuni tifosi del Francavilla, arrestati all'alba di ieri, è solo l'epilogo di una vicenda che si trascina da tempo. Ovviamente si tratta di una minoranza, rispetto al resto della tifoseria, ma una minoranza rumorosa, alla luce degli episodi di cui si è resa protagonista negli ultimi dodici mesi.
La novità, semmai, è che stavolta gli strali dei sette supporter giallorossi (uno dei quali ancora ricercato) di età compresa tra 19 e 40 anni, erano indirizzati altrove. Domenica scorsa infatti, prima del derby casalingo con L'Aquila (tra le due tifoserie c'è una storica rivalità), la frangia più calda del tifo organizzato locale ha provato a entrare in contatto con quella rossoblù, dando vita a un fitto lancio di oggetti, di cui hanno fatto le spese due appartenenti alle forze dell'ordine.
Come detto però, anche in precedenza c'erano state delle avvisaglie, ma interne: nel senso che l'obiettivo dei soliti noti era invece rappresentato da giocatori e dirigenti locali. Oggetto di contestazioni, non solo verbali, sin dal campionato scorso. Precisamente dai primi di febbraio, quando l'allora presidente Fabio De Vincentiis (oggi a Lanciano) decise di esonerare il tecnico Fabio Montani (poi richiamato nel finale di stagione) preferendogli Michele Gelsi. L'esordio (con sconfitta) a Cupello, dell'ex mediano del Pescara, portò infatti all'aggressione di alcuni giocatori giallorossi, colpiti con bastoni e cinghie da una quindicina di scalmanati. Aggressioni ripetetute nei mesi successivi, sia pur limitate a reiterati lanci, in campo, di petardi e fumogeni, costate al club svariate centinaia di euro di multa, da parte del giudice sportivo regionale. Una situazione che, a dispetto del salto di categoria e dell'avvento in società del'imprenditore frentano Candeloro, non sembra essere risolta, se è vero che questi pseudo-tifosi si erano distinti anche un paio di settimane fa, sia a Campobasso, per il lancio di bottiglie e oggetti contro supporter locali (la polizia ha denunciato alla Procura 9 tifosi giallorossi di età compresa tra i 19 e i 48 anni), sia in occasione del successivo match casalingo col Castelfidardo, facendo irruzione negli spogliatoi del Valle Anzuca per un confronto con Amenta e il tecnico Iervese, alla luce dei deludenti risultati in casa.
Insomma, un clima inspiegabilmente avvelenato.
Stefano De Cristofaro
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