Un clochard: un passaparola per entrare là

5 Marzo 2015

PESCARA. A chi non è andato giù lo sgombero e la muratura è uno degli occupanti abusivi, che ieri mattina, con le sue masserizie, ha cominciato mestamente ad accantonare su un ciglio del marciapiede...

PESCARA. A chi non è andato giù lo sgombero e la muratura è uno degli occupanti abusivi, che ieri mattina, con le sue masserizie, ha cominciato mestamente ad accantonare su un ciglio del marciapiede una fila di buste di plastica piene di oggetti utili per la sopravvivenza quotidiana. «Intanto», precisa subito l’uomo, «voglio dire che le forze dell’ordine sono state comprensive nei miei confronti. Tuttavia», aggiunge il senza fissa dimora, che ieri ha tirato giù dall’abitazione che occupava abusivamente, come ha riferito, anche le suppellettili di un amico, «l’amministrazione comunale adesso si dovrebbe preoccupare del nostro destino. Altrimenti come si fa a essere così insensibili?», si chiede. Il senzatetto, che racconta di aver soggiornato nello stabile «per una ventina di giorni», ora annuncia che tornerà a vivere, come faceva prima, «dentro a un’automobile. E alla mercé di tutti».

Una situazione ben nota al clochard, che negli scorsi anni ha vissuto con la sua Fiat 500 stazionando stabilmente nelle aree di risulta. «Per un periodo di tempo», rammenta ancora, «ho poi vissuto vicino al Matta», dice riferendosi al centro culturale e teatrale cittadino. Un racconto che ricostruisce anche le modalità con le quali si veniva reclutati nel palazzo da demolire. «Non vi soggiornava chiunque. Ci si entrava», spiega, «con un passaparola. Io ad esempio sono stato avvertito di questa possibilità proprio mentre stazionavo intorno al Matta». E ora l’uomo, che si ritrova ancora una volta in strada, dichiara anche di avere intenzione di inscenare una protesta. «Ho in mente di piazzarmi con una tenda di fronte al palazzo del Comune», fa sapere. (VdL)

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