Un consiglio comunale sulla pineta bruciata

M5S richiede una seduta per discutere il da farsi. Il Wwf plaude alla nomina di un pool di esperti
PESCARA. «Dopo la notizia che sarebbero quasi 200 gli alberi da abbattere a seguito dei danni riportati nell'incendio del primo agosto, il Movimento 5 Stelle, con i colleghi di opposizione, chiede la convocazione d’urgenza di un consiglio comunale straordinario per fermare le motoseghe ed aprire una riflessione seria su quello che dovrà essere il futuro della Riserva naturale della Pineta dannunziana». È quanto hanno scritto ieri i consiglieri pentastellati.
«Dopo i quasi 60 pini d’Aleppo abbattuti in somma urgenza per motivi di sicurezza della viabilità», ha detto la capogruppo Erika Alessandrini, «il sindaco Masci vuole imbracciare la motosega ed abbatterne altri 130, anche in una zona chiusa interdetta all’ingresso e al passaggio dei cittadini. Parliamo di circa metà degli alberi del comparto 5 della Riserva e non possiamo restare zitti di fronte ad una scelta così prematura ed affrettata». «Il pino d'Aleppo», ha proseguito, «ha una straordinaria capacità di reazione al calore sprigionato dagli incendi. Bisogna dare alla natura il tempo di fare il proprio corso: a primavera si potrà vedere chiaramente quali alberi avranno avuto la capacità di riprendersi e quali invece saranno purtroppo morti a causa dell’incendio. Scelte non ponderate, rischiano di fare, a lungo termine, più danni dell’incendio». «In questi giorni sono state tante le offerte di collaborazione gratuita da parte di esperti di altissimo livello pronti a collaborare con l'amministrazione comunale», ha aggiunto la capogruppo, «dal Gruppo unitario per le foreste italiane alla Società italiana per il restauro forestale, a botanici di livello internazionale come Gianfranco Pirone, fino a massimi esperti di incendi boschivi come il generale Silvano Landi che, insieme e gratuitamente, vorrebbero dare un aiuto prezioso alla creazione di un'équipe multidisciplinare di altissimo livello per far sì che la Riserva dannunziana torni al più presto a risorgere. Un contributo che M5S ritiene debba essere colto al volo».
La nomina di un pool di esperti che possa gestire la fase della rinascita della Pineta dannunziana rappresenta la migliore scelta possibile», sostiene invece il Wwf, «la soluzione per il ripristino delle aree protette danneggiate dal fuoco non può essere rappresentata dal “tutto e subito” di nuove piantumazioni, né tantomeno da tagli indiscriminati, ma occorre, appunto, una fase preliminare di studio».

