«Un errore acquisire il Progetto Case Ma non va abbattuto»

Il centrodestra attacca il sindaco Cialente: doveva chiedere garanzie E ancora: dica la verità sul contratto ventennale per gli impianti solari
L’AQUILA. Ieri mattina l’Italia si è svegliata con la notizia choc del Centro, finita sulla rassegna stampa di SkyTg24, TgCom24, Rai, del sindaco uscente Massimo Cialente che annuncia l’abbattimento degli alloggi del Progetto Case e Map. Quattromila 500 appartamenti, costati 350 milioni di euro del Fondo di solidarietà europeo e circa 700 dello Stato. Totale: ben 1 miliardo 50 milioni. Una notizia che ha scatenato immediata reazione anche in città. Dove le forze del centrodestra sono partite al contrattacco, con il loro candidato sindaco alle elezioni che si terranno l’11 giugno, Pierluigi Biondi, che senza tanti giri di parole stoppa Cialente. Sostenendo che quelle piastre antisismiche non devono essere assolutamente smantellate.
L’annuncio del sindaco in carica e la reazione del centrodestra, giungono dopo l’ennesimo caso di evacuazione di una palazzina posta su una piastra, nel Progetto Case di Coppito 2, per un altro cedimento strutturale di un edificio. È la ventitreesima piastra che viene fatta evacuare, dopo le ventidue negli ultimi tre anni. Complessivamente si tratta di ben 520 alloggi coinvolti. Cifre che fanno impressione. Ma andiamo per ordine.
LE REAZIONI. Appena appresa la notizia il centrodestra aquilano in tutta fretta ha convocato una conferenza stampa per sciorinare cifre e documenti e spiegare perché «le piastre non devono essere demolite. O meglio, saranno abbattute solo quelle che hanno danni strutturali importanti e che costerebbe troppo riparare. Le altre, invece, saranno salvate. E per questo faremo degli incontri a livello di governo nazionale e di Unione europea, per decidere come agire, quanti soldi occorrono per sistemarle e cosa hanno intenzione di farci».
PINOCCHIO. Di più: «Cialente sa di non dire la verità quando parla di smantellare le piastre», dice il candidato sindaco Biondi. «Molti degli edifici hanno sul tetto gli impianti solari, che sono stati affittati a un’azienda con un contratto di 20 anni con il quale ha comprato l’energia verde – che non viene utilizzata per il Progetto Case – e all’ente vanno 200 mila euro l’anno. Come fa il Comune a demolire gli edifici se c’è questo contratto in essere? Almeno le case vanno salvate fino alla scadenza, altrimenti si incorre in sanzioni molto pesanti dal punto di vista finanziario».
AUTO E REVISIONI. L’attacco al sindaco prosegue: «Cialente dice che il Comune non ha colpe nell’acquisizione del Progetto Case e Map perché “se uno compra un’auto non smonta il motore per vedere se è tutto a posto”. Però dopo due anni all’auto si fa la revisione. Invece al Progetto Case e Map non è stata fatta alcuna “revisione”, mai», incalza Biondi. Che ha tenuto la conferenza insieme ai candidati consiglieri di Fratelli d’Italia Giorgio De Matteis, ex assessore regionale nel periodo post sisma, e Carla Mannetti.
Poi, carte alla mano, Biondi cala un asso svelando un insidioso retroscena: «Vogliamo sapere che fine hanno fatto i 4,4 milioni di euro della delibera Cipe del 2013, destinati alla manutenzione degli edifici del Progetto Case e Map (vedi articolo in basso).
SENZA RETE. Un altro argomento caldo agitato dal centrodestra è la questione delle garanzie. «Il Comune ha acquisito, quel 1° aprile 2010, tutto il complesso abitativo emergenziale senza nessuna garanzia, né sui fabbricati, né tanto meno sui soldi per la manutenzione e la gestione. Un salto mortale senza rete», sottolinea Biondi. «Cialente ha fatto finta di nulla, chiedendo poi i soldi agli assegnatari. Eppure i segnali che qualcosa non andava c’erano tutti», sottolinea il candidato sindaco, «a cominciare dagli isolatori, finiti subito sotto inchiesta. E se consegnano le piastre con gli isolatori che non hanno la certezza di svolgere il loro lavoro di antisismicità, come fa il Comune ad acquisire il Progetto Case? Oltretutto ci sono lettere dei dirigenti delle Opere pubbliche che ne sconsigliano l’acquisizione per gli alti costi di gestione».
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