Un fiume di gente per l’addio a Donato

9 Settembre 2014

A Spoltore i funerali del 74enne trovato morto a Montesilvano. La famiglia: non può aver fatto avances a quella donna

SPOLTORE. I testimoni di Geova di Spoltore, ma anche tanti amici e conoscenti che non fanno parte della comunità religiosa, si sono riuniti ieri pomeriggio nella sala del regno di via del Campo Sportivo per l’ultimo saluto a Donato Pangiarella, il 74enne trovato morto sabato nell’ascensore della palazzina al civico 9 di via Cerrano, a Montesilvano.

I funerali sono stati celebrati secondo il rito della congregazione, pur non avendo il pensionato mai abbracciato ufficialmente la fede religiosa con il battesimo in acqua, come invece hanno fatto i suoi familiari. Il rito funebre si è tenuto alle 16 nell’edificio di culto situato davanti al campo di calcio comunale dove Pangiarella trascorreva gran parte delle sue giornate, occupandosi anche di aprire e chiudere l’impianto quando c’erano gli allenamenti della Spoltore Calcio, la squadra di cui era uno dei dirigenti.

In particolare, Pangiarella era incaricato di coordinare le attività tra i bambini della scuola calcio e lo staff dirigenziale del team granata, un compito che svolgeva con passione e grande impegno. Per l’addio al dirigente-custode, tra la folla che gremiva la sala del regno c’era anche una delegazione della Spoltore Calcio, con atleti in divisa e una rappresentanza del gruppo dirigente.

«Siamo qui per dare conforto ai suoi familiari e per riflettere su cosa stiamo facendo delle nostre vite», le parole del ministro di culto che ha tenuto l’orazione funebre, «Donato non era un testimone di Geova, non era battezzato ma conosceva bene e difendeva la verità biblica. Partecipava alle assemblee, ai congressi, accompagnava la moglie e i figli, tutti noi lo conoscevamo bene. Ci teneva alla famiglia, voleva che i suoi figli pregassero prima dei pasti. Donato sapeva che stiamo vivendo in tempi particolari».

La congregazione dei testimoni di Geova e gli amici del 74enne si sono stretti intorno al dolore della moglie Carmela e dei figli del pensionato, Roberto, Paola e il maggiore Luigi, arrivato al funerale del padre su un’auto della polizia penitenziaria, in permesso dal carcere di Madonna del Freddo, a Chieti, dove sta scontando una pena detentiva. Dopo il discorso del ministro di culto e il cantico della cerimonia, i presenti al funerali hanno salutato i parenti del defunto. La salma di Donato Pangiarella è stata poi tumulata nel cimitero di Spoltore capoluogo. «Donato era una persona per bene», afferma un amico, «non sappiamo ancora come sono andate le cose in quella palazzina a Montesilvano, dove di certo lui era andato per cercare il suo medico, ma anche se fosse andato per altro, di sicuro non crediamo alla storia assurda delle avances fatte a quella donna nigeriana. La straziante verità al momento è che purtroppo Donato non c’è più e lascia un grande vuoto nella sua famiglia e tra tutti quelli che lo conoscevano e lo stimavano».

Stamattina, intanto, arriverà in tribunale la donna nigeriana di 33 anni che domenica è stata sottoposta in stato di fermo con l’accusa di omicidio preterintenzionale. La donna sarà interrogata e, poi, il giudice per le indagini preliminari deciderà se convalidare o meno l’arresto.

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