Un giorno con gli scavi aperti
L’area archeologica della Valle Giumentina sarà visitabile domenica
ABBATEGGIO. Sarà ancora l’archeologa Elisa Nicaud, del Centro nazionale di ricerche scientifiche della Francia, a dirigere il prossimo triennio di scavi nella Valle Giumentina, nuovamente finanziati dal governo francese dopo gli eccellenti risultati ottenuti con le 4 precedenti campagne di ricerca. Fino al 2018, due mesi all’anno, si lavorerà in Valle Giumentina. Ieri in Provincia è stato ufficialmente presentato il nuovo progetto per approfondire le conoscenze sugli insediamenti stratificati del sito risalenti al Paelolitico, un’era che va dai 600 mila ai 300 mila anni fa. La Nicaud sarà affiancata da Daniele Aureli delle Università di Siena e Parigi e da Marina Pagna dell’Università di Parigi. Fino al 5 luglio prossimo, una squadra di ricercatori e studenti di archeologia di diversi atenei europei lavorerà nell’area. Domenica, l’area degli scavi sarà aperta al pubblico con visite guidate e spiegazioni a cura dello stesso staff di ricerca che illustrerà a studiosi e visitatori le scoperte finora realizzate. Sarà possibile visitare il luogo dalle 9 del mattino alle 9 di sera.
Il programma di scavo interessa un’area limitata di 50 metri quadrati sulla quale gli archeologi dovranno indagare i livelli di occupazione del sito antichi di 456 mila anni rintraccabili nei rinvenimenti di selce tipici del Paleolitico inferiore. «L’importanza di questo sito», afferma il presidente Antonio Di Marco, «è stata riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale e ha permesso finora di appurare conoscenze circa il clima e gli uomini preistorici che lo hanno popolato». Collaborano al progetto, diretto dall’Ecole Française de Rome, la Soprintendenza archeologica d’Abruzzo con il sostegno del Parco Majella e del Comune di Abbateggio, la Fondazione Pescarabruzzo, l’Archeoclub Pescara, il Museo delle Genti d'Abruzzo.
Walter Teti

