«Un giorno da incubo Siamo ancora in hotel»

Amaro anniversario per le 20 famiglie rimaste senza casa
PESCARA. Le bottiglie di vino e spumante sono pronte per essere stappate all’hotel Holiday. E, al motel Amico, il brindisi sarà accompagnato da una torta con panna e frutta offerta dalla direzione. I 47 sfollati di via Lago di Borgiano, che ancora resistono negli hotel di Portanuova (17 persone, 8 famiglie, tra cui anziani e disabili) e Città Sant’Angelo (30 persone, 12 famiglie, tra cui 8 bambini, il più piccolo di 6 anni) si preparano a festeggiare il primo anno fuori casa e dentro una camera d’albergo. Torta e spumante sono «una provocazione». E alla «festa di anniversario da sfollati» hanno invitato anche l’assessore Gianni Teodoro, il senatore e presidente della Regione Luciano D’Alfonso e il sindaco Marco Alessandrini, con una lettera scritta e recapitata a mano alle segreterie.
Esattamente un anno fa, il 5 luglio 2017, 236 inquilini delle palazzine ai civici 14,18 e 22 di via Lago di Borgiano, quartiere Rancitelli, furono fatti evacuare dagli edifici, ritenuti pericolanti da Comune e Ater. L’ordine di sgombero, per ragioni di sicurezza anche dopo gli ultimi eventi sismici, arrivò agli inquilini nel corso della mattinata, ad orari diversi. Ci fu anche chi scoprì dalla tv, mentre faceva colazione all’alba, che di lì a qualche minuto sarebbe stato «cacciato di casa».
Nel corso dell’anno, della vicenda si è occupato il segretario del Sunia Giuseppe Carminelli. Il quale oggi festeggerà l’anniversario insieme agli sfollati delle palazzine Ater (pronto un finanziamento regionale di 11 milioni e 520mila euro per demolirle e ricostruirle) che ancora dimorano negli alberghi, ma sfiniti dalla lunga permanenza fuori casa.
«Come se non bastasse, attacca Carminelli,«gli uffici tecnici del Comune hanno comunicato che ad agosto finiranno i soldi per far fronte alle spese degli alberghi. Se dovesse accadere, queste persone sarebbero sfollate anche dagli hotel. Protesteremo sotto le sedi di Comune e Ater»
«Siamo arrabbiati con l’Ater», protestano dall’Holiday, Antonella Mancinelli, con le bottiglie di vino spumante in mano, Marilena La Mantia, Filomena Di Norscio, Anna Lanzetti, Vincenzo Amato e Lucia D’Angelo, «perché l’ente ha speso soldi per sistemare le case fuori Pescara, Montebello di Bertona, Pianella, Cepagatti, Torre, pensando che avremmo accettato l’invito a una soluzione temporanea fuori Pescara. Respinte le loro proposte, ora non hanno più i fondi per ristrutturare le abitazioni in città, che ci sono, ma tante sono occupate dagli abusivi». Mario Terenzi, 69 anni, il 5 luglio di un anno fa, alle 7 era davanti alla tv: «Guardavo la rassegna stampa di Rete 8 e un articolo del Centro annunciava lo sgombero. Pensai: si saranno sbagliati, nessuno ci ha avvisati. E andai a lavorare. Alle 12 mia moglie Giuliana Caporali mi avvisò che non avevamo più una casa. Ci radunarono tutti nella chiesa degli Angeli Custodi prima di trasferirci negli alberghi. Ma furono attimi di scontro con gli amministratori che tentavano di spiegare la situazione e calmarci».
Al motel Amico, diretto da Luigi Monti, si è stabilito un clima di familiarità con gli ospiti. Sandro Pignoli e la mamma invalida Lidia Panzone, 68 anni, hanno denunciato il Comune e ieri sono stati convocati per chiarimenti.
Ha gli occhi umidi, Marco Pianella, 52 anni, salute precaria con un solo rene, 287 euro di pensione: «L’Ater mi voleva mandare a Torre de’ Passeri. Ho rifiutato, ma nel frattempo ho perso il lavoro di barista in un circolo di via Lago di Capestrano perché non ho i mezzi per andare da Città Sant’Angelo a Pescara». È fuori dai gangheri Lina Di Monte, 69 anni e un nipote di 15 anni che vive con lei: «Non vogliamo andare nè a Fontanelle nè a via Rigopiano dove stanno peggio di noi. Io sto ancora pagando i mobili di casa, 300 euro al mese. Sono infuriata e depressa, ma rivoglio un alloggio grande come quello che avevo per i miei mobili nuovi». Mobili e vestiario che Lorena D’Incecco e il marito Bruno Ciancia non hanno più «perché in casa ci hanno rubato tutto».
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