Un girasole per la sua mamma: il commovente addio ad Astrid

La bimba che domenica ha provato a salvare la madre, ha pregato con i compagni intorno alla bara Maxi schermo e sedie all’esterno per accogliere la folla che ha gremito la chiesa di Villa Verrocchio
MONTESILVANO. Palloncini e nastri gialli, come il colore che amava di più, e in sottofondo le note della canzone “Amami” di Emma. È così che i familiari e gli amici di Astrid Petrella hanno dato l’ultimo saluto alla mamma di 34 anni stroncata da un infarto fulminante domenica pomeriggio, davanti alla figlia di sette anni. La comunità di Pescara, dove la donna era nata e cresciuta, e quella di Montesilvano, dove Astrid abitava da nove anni con il marito Luigi Marroncelli e la loro bimba, si sono riunite ieri pomeriggio nella chiesa Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, per esprimere vicinanza alla famiglia e rendere omaggio a quella donna sempre così allegra e solare.
A ricordare la sua voglia di vivere e il suo sorriso anche don Valentino Iezzi, il parroco di Villa Carmine, il quartiere dove Astrid viveva, in via Vistola, e dove domenica pomeriggio, in una frazione di secondo si è consumata la tragedia. «Il cuore era lo strumento più bello che Astrid aveva per dire che era felice e che amava la vita e la sua famiglia», ha sottolineato il sacerdote, «ma è anche quello stesso cuore che all’improvviso si è fermato. E oggi siamo qui per cercare un senso a questa tragedia immane, ma umanamente un senso non c’è. Lo dobbiamo trovare in Dio e nell’insegnamento che Astrid ci ha lasciato, ossia che la vita è un dono che non va sprecato perché non sappiamo quanto durerà». Don Valentino ha ricordato anche il precedente dramma vissuto venti anni fa dalla famiglia Petrella. «Ora Astrid ha rincontrato il padre Cesilio e il fratello Liberato ed è in loro compagnia in attesa di incontrare nuovamente ognuno di noi».
Ultima di sette fratelli, la 34enne da ragazzina aveva perso un fratello, stroncato a sua volta da un infarto a 40 anni. «Chi ha dovuto fare i conti con la morte così presto», ha evidenziato il parroco, «ama e apprezza ancora di più la vita e gli altri». I grandi amori di Astrid, oltre alla sua numerosa famiglia, erano soprattutto il marito Luigi e la loro bimba di 7 anni che, in compagnia della cuginetta e di alcuni compagni di classe, ha assistito alla cerimonia con un grande girasole in mano per quella mamma che ora «è con Maria, la mamma di tutti noi, ed è diventata il tuo angelo custode». Con queste parole don Valentino ha invitato la piccola e i bambini presenti ad avvicinarsi al feretro, a darsi la mano e a recitare l’Ave Maria e l’Angelo di Dio, prima che una delle sue maestre le rivolgesse un affettuoso messaggio: «Conta sempre su di noi».
L’ultimo commovente saluto da parte dei tantissimi presenti - che la nuova chiesa di Villa Carmine non è riuscita a contenere nonostante lo schermo e le sedie collocate anche nel portico dell’edificio - è stato rivolto ad Astrid nel piazzale esterno della parrocchia. Parenti e amici, sulle note della canzone “Amami” di Emma, hanno creato un grande cerchio con un lungo nastro giallo all’interno del quale si sono radunati i parenti più stretti, a cominciare dal marito Luigi, per far volare in cielo tanti palloncini gialli e uno solo a forma di cuore, lanciato dalla figlia. Quella bambina che, così piccola, domenica pomeriggio si è trovata ad affrontare da sola quella tragedia. Il marito di Astrid, infatti, lavora in Slovenia ed è costretto a lunghi periodi fuori città, per cui al momento della tragedia mamma e figlia erano sole in casa. Dopo aver fatto la doccia alla bambina, la 34enne stava andando ad asciugarle i capelli quando, nel tragitto tra il bagno e la camera, ha accusato un malore. La piccola ha raccontato di aver sentito urlare la mamma, di averla vista cadere e di aver provato a “svegliarla” in tutti i modi, prima di correre a chiedere l’aiuto di un vicino di casa. Ma l’arrivo immediato dell’ambulanza del 118 non è servito a far ripartire il cuore di Astrid che, purtroppo, aveva già smesso di battere. L’autopsia, eseguita martedì mattina, ha confermato i sospetti iniziali, ossia che a causare la morte di Astrid è stato un infarto fulminante.
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