Un governatore che sia come un padre di famiglia

18 Novembre 2018

SAN SALVO . A 24 anni ha lasciato un buon posto fisso per fondare la sua prima impresa. Un’idea lungimirante, che nel tempo ha fatto di Gennaro Strever uno degli imprenditori più in vista della...

SAN SALVO . A 24 anni ha lasciato un buon posto fisso per fondare la sua prima impresa. Un’idea lungimirante, che nel tempo ha fatto di Gennaro Strever uno degli imprenditori più in vista della regione. Attualmente è presidente dell’Ance (Costruttori edili) Chieti, dopo aver ricoperto la carica di presidente dell’Ance Abruzzo e della Cassa Edile della provincia di Chieti, ed è anche in pole position per la presidenza dell’Ance Chieti-Pescara, nata ufficialmente pochi mesi fa dopo la fusione dei due organismi provinciali.
«Il nuovo presidente della Regione? Deve essere una persona che deve avere cultura della vita, del fare, del bene comune, caratteristiche che non troviamo spesso nella massa della politica». Una figura che deve essere in grado di amministrare con oculatezza e competenza il territorio, «un po’ come l’amministratore di un grosso condominio», dice Strever, «perché, in fondo, non dobbiamo dimenticare che l’Abruzzo è un quartiere di Roma», in termini numerici riferiti agli abitanti. «Mi auguro», dice, «che il nuovo presidente venga da buon padre di famiglia, perché la politica si fa nei partiti, ma il presidente deve essere innanzitutto un buon amministratore. È l’augurio che faccio a tutti gli abruzzesi, quello di un presidente con tanta volontà, serietà e capacità di fare».
Strever parla delle difficoltà del settore delle costruzioni, «che è rimasto fanalino di coda», e lancia un input alla politica che dal prossimo 11 febbraio dovrà occuparsi di governare l’Abruzzo.
«Abbiamo un sistema viario interno fatiscente», dice, «e in questo senso, non faccio sconti a nessuno. Abbiamo scuole che per il 90% sono ad alto rischio, gli ospedali sono sotto gli occhi di tutti. Non parliamo poi del servizio idrico, con le reti che perdono quasi il 50% dell’acqua. Questo accade un po’ in tutta Italia e anche in Abruzzo, ma bisogna capire che l’acqua è un bene prezioso che non si può disperdere. In Abruzzo non si fanno acquedotti da decenni. Fatta questa premessa, per esprimere il disagio del settore delle costruzioni, dico che se non si fanno le opere c’è il rischio di perdere le imprese storiche. In Abruzzo», conclude, «si fanno solo annunci, e pochi appalti».
Che il settore edile sia in crisi è testimoniato dai numeri. In base ai dati delle casse edili delle due province di Chieti e Pescara, il settore assorbe circa seimila posti di lavoro. Un numero che, tuttavia, nel corso degli anni si è fortemente ridimensionato, con un calo della massa salari di circa il 50%. Una situazione che è la diretta conseguenza della crisi e dello stop agli appalti pubblici, oltre che dei ritardi della pubblica amministrazione per quanto riguarda i pagamenti. Solo in provincia di Pescara si è passati dai 43 milioni di massa salari del 2008 ai 22 milioni del 2018. Numeri da priorità assoluta.(a.bag.)