Un laboratorio su cibo e benessere

27 Marzo 2022

Nel progetto “Facciamo rete” il rapporto tra alimentazione e problemi mentali

PESCARA. Ali-Menti è il titolo di un laboratorio inserito nel progetto Facciamo rete (per il benessere psicofisico), avviato dalle due associazioni che operano tra Pescara e Chieti, Cosma, capofila - presieduta da Tiziana Arista, e Percorsi - presieduta da Eugenio Di Caro. L’iniziativa prevede incontri con la dietologa Luisa Andreacola, dirigente medico della Asl di Pescara, e la dottoressa in Psicologia Miriam Inguardia, per approfondire il tema del rapporto con il cibo e, in particolare, delle persone con problemi di salute mentale. «Ci sono una serie di alimenti che possono essere utilizzati in pazienti che hanno problematiche di origine psichiatrico-psicologico, o stati depressivi che possono rappresentare un ottimo adiuvante alla terapia farmacologica poiché vanno ad agire sul sistema della serotonina», spiega Andreacola, «oggi è diventato quasi di moda dire che il cioccolato fondente può agire positivamente sull’umore, ma non è l’unico. Altri possono essere i mirtilli, le banane, o le noci. Ci sono anche delle spezie o delle erbe aromatiche o piante officinali. L’obiettivo di questi incontri è quello di far sorgere interesse su questi argomenti, soprattutto per i parenti o per chi è vicino a queste persone».
Andreacola sottolinea il successo riscontrato tra i pazienti più giovani. «È fondamentale limitare lo zucchero, le merendine, le bevande gasate, i succhi industriali e cercare di stimolare le persone ad avere un contatto diretto e corretto con il cibo».
Il ruolo del cibo all’interno delle emozioni e delle funzioni cognitive è l’aspetto approfondito da Inguardia: «Si mangia perché si sente un vuoto, perché si ha paura, è un comportamento che spesso fa parte della vita di tutti nei momenti di stress o difficoltà», spiega la dottoressa. «Per ciò che concerne le funzioni cognitive, invece, il cibo è legato alla memoria, all’attenzione. Per quanto riguarda il laboratorio Ali-Menti, avremo anche lo sviluppo delle autonomie dei pazienti che saranno instradati sulla scelta degli alimenti, sulla capacità di fare la spesa».