Un mazzo di rose sul cancello della coppia

17 Ottobre 2021

Il quartiere sconvolto per ciò che è accaduto. I vicini di casa: «Li conoscevamo, erano brave persone»

MONTESILVANO. È il giorno del silenzio, della tristezza e dell’incredulità in via Tagliamento dove, all’indomani della morte dei coniugi che ha sconvolto la città, l’atmosfera che si respira è quella che segue ogni grande e inspiegabile tragedia. Seppure presi dalle proprie attività quotidiane, gli abitanti della piccola traversa di Santa Filomena che collega la strada parco a corso Umberto non possono fare a meno di pensare al dramma accaduto a pochi passi dalle proprie abitazioni. Ma il pensiero principale delle famiglie ora va soprattutto al figlio della coppia, un bambino di appena 10 anni che, al momento dell’accaduto, era a scuola e che, da un momento all’altro, si è ritrovato orfano.
«Come si fa a spiegare a un bimbo di quell’età che mamma e papà non ci sono più?», commenta una coppia che ieri mattina si è fermata per qualche minuto in silenzio davanti al civico 11, dove qualcuno ha acceso due lumini e lasciato sul cancello dell’abitazione della famiglia Corbos-Cicio tre rose, una bianca, una arancione e una rossa, per ogni vittima di questa tragedia. «Conoscevamo la coppia solo di vista», proseguono i coniugi, «ma la notizia ci ha sconvolto. Viviamo qui da 35 anni ed è un quartiere tranquillissimo. Non avremmo mai potuto immaginare che una cosa simile accadesse proprio qui».
Ancora sconvolta anche un’altra vicina di casa che conosceva bene Daniel e Cristine. «Era una famiglia normalissima, ben integrata, di persone rispettose e per bene», commenta. «Li ricordo in particolare nelle giornate estive quando, verso sera, andavano tutti e tre felici a fare una passeggiata sulla strada parco. Sono molto scossa, soprattutto considerando che il bambino ha l’età di mio figlio». Commozione e incredulità anche nelle attività commerciali di corso Umberto, a pochi passi dalla casa dell’omicidio-suicidio. «Ieri ho pianto senza sapere chi fossero», rivela la titolare di una pescheria.
A conoscere la coppia e a dichiararsi dispiaciuta e incredula è anche la ragazza che lavora nel piccolo generi alimentari dedicato alle specialità rumene, proprio di fronte a via Tagliamento. «Veniva soprattutto il marito», ricorda, «che è sempre stato un uomo rispettoso, gentile, calmo. Non ha mai dato l’impressione di essere né aggressivo né depresso».(a.l.)