Un mese fa cinque avvisi di garanzia

24 Maggio 2017

Il 21 aprile scorso si è diffusa la notizia che la procura di Pescara ha iscritto nel registro degli indagati il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e altre quattro persone in un’inchiesta...

Il 21 aprile scorso si è diffusa la notizia che la procura di Pescara ha iscritto nel registro degli indagati il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e altre quattro persone in un’inchiesta relativa alla vicenda di Pescaraporto per la realizzazione di un complesso edilizio con tre edifici di sette piani nell’area ex Edison, sulla riviera sud. Gli altri indagati sono l’avvocato Giuliano Milia, difensore del governatore, il vice direttore generale del Comune di Pescara Guido Dezio, ex braccio destro di D’Alfonso, l’ex consigliere regionale del Pd ed ex segretario particolare del presidente della Regione Claudio Ruffini, il dirigente del servizio Genio civile della Regione Vittorio Di Biase. L’ipotesi di reato è quella di abuso di ufficio. «Attendo con insuperabile tranquillità l’evolversi della vicenda che giudico documentalmente improbabile», ha commentato D’Alfonso dopo aver ricevuto la notizia dell’avviso di garanzia. L’indagine ha avuto un’accelerazione dopo il trasferimento, da parte della procura aquilana ai colleghi pescaresi, di atti emersi nell’ambito della maxi inchiesta dei pm aquilani sulla gestione degli appalti pubblici durante la presidenza D’Alfonso. Nel materiale d’indagine ci sono intercettazioni ritenute interessanti dai magistrati. La maxi inchiesta aquilana ha portato ad 11 fronti finora conosciuti e 33 indagati complessivi.