Un mese fa il ritorno nel locale I titolari: ti aspettiamo sempre
PESCARA. Il cappellino da cuoco di Yelfry è rimasto appeso nel ristopub di piazza Salotto. «Aspettiamo tutti che torni a indossarlo, che possa dimenticare e ricominciare la sua vita». È emozionato...
PESCARA. Il cappellino da cuoco di Yelfry è rimasto appeso nel ristopub di piazza Salotto. «Aspettiamo tutti che torni a indossarlo, che possa dimenticare e ricominciare la sua vita». È emozionato Stefano Fedele, a capo di Rustì col fratello Christian che Yelfry chiama affettuosamente “papi”.
«Yelfry fa parte della nostra famiglia dal primo giorno di lavoro, nel novembre 2019, aspettiamo che torni e non vediamo l'ora di riabbracciarlo», dice Stefano Fedele il quale rivela della «visita inattesa» del ragazzo, nel locale, il 14 luglio scorso. Accompagnato dai familiari, Yelfry, che attualmente può muoversi solo in carrozzella perché impossibilitato a camminare, ha lasciato per un giorno l'ospedale di Sulmona per tornare a Pescara per espletare, fuori dal contesto lavorativo, delle formalità burocratiche. E prima di andare via e far ritorno in ospedale ha voluto far visita ai suoi titolari.
«È stata una sorpresa vederlo tornare nel luogo dove ha vissuto l'inferno», rivela Fedele, «ha mostrato una forza straordinaria. Era molto emozionato, come noi del resto, che lo aspettiamo a braccia aperte. Siamo rimasti incantati dal suo coraggio, dalla sua determinazione, nonostante tutto. Lo conforta la sua fede», prosegue l’imprenditore pescarese che col fratello è sempre rimasto in contatto col giovane e la sua famiglia, non facendo mancare mai il loro sostegno: «Dalla famiglia trae la forza per combattere: ha voglia di tornare a casa, al lavoro, a vivere. E noi saremo qui ad accoglierlo, quando arriverà quel momento. Ma aspettiamo, anche, che venga fatta giustizia». (c.co.)

