Un mese fa la pensionata salvata dal figlio

Il precedente di Pescara e il lieto fine grazie alla manovra riuscita. Il 118: tempestività fondamentale
PESCARA. Era successo poco più di un mese fa a Pescara. Stessa scena. Il boccone che si ferma in gola, le prime difficoltà respiratorie e la tragedia che incombe, un filo sottilissimo tra la vita e la morte. Questione di attimi.
Protagonista della vicenda, lo scorso 27 maggio, era stata una donna di 86 anni salva grazie alle manovre disostruttive eseguite dal figlio andate a buon fine. Anche in quel caso, mentre l’anziana ha iniziato ad andare in affanno per il boccone di cibo che le era andato di traverso, il figlio ha immediatamente contattato il 118. E al telefono con gli operatori, ha eseguito le indicazioni che gli venivano date per portare a compimento la manovra di Heimlich.
Esattamente come è successo ieri al ristorante per tentare di salvare l’85enne, anche a fine maggio l’operatore del 118, oltre a inviare l'ambulanza sul posto, ha chiesto al figlio della donna di tenere il telefono in vivavoce e gli ha spiegato la procedure da seguire. E alla fine, grazie a quella manovra, l’86enne ha espulso il bolo e si è salvata. Il personale sanitario intervenuto poi nell'abitazione pochi minuti dopo, ha visitato la donna che si era subito ripresa tanto che non è stato necessario il trasporto in ospedale.
«In questi casi la tempestività è fondamentale», aveva dichiarato in occasione di quell’episodio il direttore facente funzioni del 118 di Pescara, Vincenzo Lupi, «sarebbe opportuno che i cittadini conoscessero le manovre disostruttive. Nei corsi Blsd che la Regione Abruzzo, attraverso il 118, eroga nei Comuni, nelle scuole e in enti e realtà di vario genere, c'è una parte dedicata proprio a tali manovre».

