«Un nostro nuovo impianto purifica la falda sotteranea»

Parla Greco, Ad e socio della Scb: sperimentiamo anche idrogeno per le auto All’invito rispondono tutti (dal Pd a Forza Italia), ma i 5 Stelle danno forfait
BUSSI SUL TIRINO. L’Abruzzo e Bussi riusciranno finalmente scrollarsi di dosso il marchio di discarica più grande d’Europa? «Due anni fa avrei detto no. Oggi, invece, dico sì». Risponde così Domenico Greco, presidente e Ad della Società Chimica Bussi.
Con il socio, Donato Todisco, ha messo insieme finanza pubblica e privata per cambiare la storia di un paese laborioso ma marchiato, in modo quasi infamante, da un sito contaminato.
Leccese di origine, bocconiano di formazione, da oltre 15 anni Greco è consulente di strategia a supporto di operazioni straordinarie di ristrutturazione e rilancio nell'ambito dei settori chimico e farmaceutico. È stato advisor di diverse operazioni in Italia, affiancando fondi e società nella ristrutturazione e sviluppo di aziende chimiche, anche all’interno di siti storici e di rilevanza internazionale.
Di recente, Greco è stato anche il regista, accanto all’imprenditore Bertolini, dell'operazione che ha portato all'acquisizione e rilancio del polo chimico di Torviscosa (ex Snia) in Friuli Venezia Giulia. Ieri mattina, a Bussi, ha guidato in un tour nell’azienda parlamentari, amministratori regionali e sindacalisti abruzzesi.
Quasi tutti hanno risposto all’invito. Mancavano solo i 5 Stelle. Dopo il viaggio nell’azienda si è svolto un breve incontro in cui Greco ha illustrato il piano industriale. «Il percorso individuato nel periodo 2017-2026», ha detto, «si basa su una “strategia a impatto” che concilia responsabilità ambientale, sostenibilità e innovazione».
I tre requisiti fondamentali per la “strategia a impatto” vengono così declinati nello stabilimento abruzzese: «1) responsabilità nei confronti del passato, con funzione di riparazione. Nel nostro caso, questa consiste nel nuovo impianto Taf (trattamento acque di falda). Responsabilità significa anche prendersi cura del territorio e, proprio per questo, la Società ha firmato un protocollo di collaborazione con la cooperativa Il Bosso (per l’impiego di operai interinali, ndr)».
«2) Sostenibilità dal punto di vista dei consumi energetici, in termini di efficienza e autosufficienza», ha proseguito Greco. «A Bussi, infatti, la produzione di energia idroelettrica e l’installazione di centrali di trigenerazione consentiranno un elevato grado di autosufficienza mentre l’utilizzo delle materie prime andrà nella direzione dell’economica circolare». Insomma, è un’azienda definibile autarchica.
Infine: «3) Innovazione di processo, con l’obiettivo di avere impianti più sicuri ed efficienti e con la finalità di sviluppare un positivo impatto sull’ambiente e sulla società. In quest’ottica, portiamo avanti l’industrializzazione di prodotti e sistemi di depurazione acque e la sperimentazione sull’idrogeno finalizzata alla mobilità sostenibile». (l.c.)

