Un nuovo contratto di solidarietà per 150 addetti Ico

Alanno, I dipendenti lavoreranno il 60 per cento di meno Sindacati preoccupati: non ci sono garanzie per il futuro
ALANNO. Da molti mesi sotto contratto di solidarietà, ieri i 150 lavoratori della Ico srl ex Kimberly Clark, sostenuti dai rappresentanti sindacali delle segreterie regionali Sergio Di Marcantonio (Slc Cgil), Lucio Petrongolo (Fistel Csis) e Marco Giusti (Uilcom Uil), hanno avuto un incontro con l'amministratore delegato dell’azienda Manlio Cocchini per sottoscrivere un altro anno di contratto di solidarietà.
Una condizione che prevede fino al 60 per cento del lavoro in meno per i lavoratori e che è giudicato preoccupante dalle parti sociali, in relazione alla continuità produttiva e occupazionale, vista la situazione complessa e complicata che oggi vive lo stabilimento di Alanno.
Questo ramo d’azienda fu acquistato nel settembre 2013 dalla Ico e ci furono accordi precisi con l’attuazione di un condiviso piano industriale (sottoscritto al ministero dello Sviluppo economico il 18 settembre 2013) che però non è stato attuato. «Fino a oggi i lavoratori si sono sacrificati, accettando il lavoro ridotto, proprio per garantire la continuità della produzione e la stabilità dell’occupazione», dicono i sindacalisti, «ma ora c’è preoccupazione poiché non ci sono garanzie per il futuro».
Il piano industriale che la Ico avrebbe dovuto attuare prevedeva investimenti,in due anni, di circa 50 milioni di euro per la realizzazione di un centro cartotecnico ad Alanno finalizzato al recupero, con nuova produzione, della carta da macero, per fare di Alanno un centro di raccolta e di rigenerazione del cartoncino, produzioni destinate a settori specialistici, oltre a garantire le commesse da parte di Kimberly fino al 2015: produzione di carta scottex, fazzoletti e carta igienica di qualità (prodotti Tissue).
«Fino a oggi», fanno notare lavoratori e sindacalisti, «niente di tutto questo. Si lavora sempre meno e si teme che le commesse della Kimberly non si prolunghino oltre giugno 2015».
Le richieste dei lavoratori verso l’azienda sono chiare: impegnarsi a garantire le commesse da Kimberly, programmare l’attuazione del piano industriale, impegnarsi alla convocazione di un tavolo nazionale per verificare la realizzabilità di queste due condizioni. Ci sono poi le richieste alla Regione, con l’impegno a ridurre i costi dell’energia e ad attivare un percorso di accesso ai finanziamenti, che possano consentire nuovi investimenti nel sito produttivo, all’amministrazione di Alanno, per accelerare le procedure autorizzative necessarie per l’infrastrutturazione del sito come previsto dal piano industriale. Un pacchetto di condizioni che lavoratori e parti sociali ritengono indispensabile per mantenere aperta una delle poche possibilità di lavoro rimasta in Val Pescara.
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