Un nuovo investitore per l’ex Cir di Tocco

Di lui si sa solo che è italiano, legato alla Fiat e che è del comparto Automotive ma il segnale positivo riapre la trattativa per la proroga della cassa integrazione
TOCCO DA DA CASAURIA. C'è un nuovo investitore interessato a ciò che resta della Compagnia italiana rimorchi (Cir) dopo che un ramo d'azienda (circa il 30 %) è stato ceduto alla Wielton polacca. Per ora nulla filtra sulla sua identità, conosciuta solo in Regione. Si sa però che si tratta è di matrice italiana, collegato al pianeta Fiat e appartiene al comparto Automotive.
Questa circostanza non è di poco conto per le residue speranze dei circa 250 lavoratori rimasti della costellazione Cir – di cui 140 a Tocco da Casauria e il resto divisi fra le due sedi di Verona e Torino – di poter tornare a pieno titolo nel proprio posto di lavoro, sia per l'economia regionale, che potrebbe riavviarsi sotto il segno dell'industria automobilistica. A lungo termine si spera molto in questo progetto. A crederci sia la Regione che i vertici Cir, nonché le maestranze e le organizzazioni sindacali. In questi giorni la sua esistenza ha già fruttato risultati positivi sulla richiesta della proroga di sei mesi della Cassa integrazione straordinaria, a scadere cioé il 30 gennaio 2016: quella di cui godono i lavoratori rimasti in Cir termina il prossimo 30 luglio. Dunque i tempi sono stretti. «E proprio per essere sicuri di rientrare nelle scadenze», spiega il sindacalista Fiom Cgil Gino Marinucci, «abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con il commissario liquidatore della Cir, Roberto Maria Rubini, per sensibilizzarlo a inoltrare la richiesta al Ministero dell'Industria con la motivazione che la misura previdenziale può essere concessa perché prevista dalle normative vigenti, in caso», fa notare il sindacalista, «ci fossero stati – come in effetti in Cir è accaduto – variazioni dell'assetto societario». Marinucci, con il rappresentante di Confindustria Massimo Cervellini e Marco Paone per conto di Cir, domani saranno a Roma, al Ministero, per un incontro tecnico e per raccordarsi con quanto stabilito con il commissario Rubini. «Noi crediamo molto nel progetto del nuovo investitore», incalza Marinucci, «e durante i sei mesi di proroga della Cigs, che siamo certi ci saranno concessi, chiediamo che fra le parti interessate si possano eseguire tutte le verifiche sui piani industriali e di investimento e sulle condizioni per riattivare una produzione. Siamo consapevoli delle difficoltà che ci sono, visto la timida ripresa dei mercati», prosegue Marinucci, «e per questo cercheremo di essere il più collaborativi possibile, per dare sostegno e contribuire alla rinascita». Intanto a Tocco è in attività la parte aziendale Ir (Italiana rimorchi) della Wielton con 15 dipendenti destinati a montaggio e assemblaggio dei pezzi di veicoli che vengono prodotti in Polonia. Questo consente di porre sul mercato un prodotto italiano.
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