Un piano per le terze dosi: tornano i vaccini a tappeto

9 Settembre 2021

Con le somministrazioni ai pazienti fragili, ripartono le attività a domicilio

Vaccinare gran parte della popolazione, per cui l’Abruzzo fa registrare percentuali tra le prime regioni d’Italia, e mettere in moto la macchina organizzativa in vista della somministrazione delle terze dosi. La campagna anti Covid va avanti tra passi in avanti verso l’immunizzazione e studio di nuovi piani per partire con la nuova fase della battaglia al virus, quella che vedrà i fragili chiamati a sottoporsi ad una ulteriore inoculazione per essere al sicuro. Sarà un’attività che dovrà ripetersi sull’onda di quanto già fatto in passato, tenendo conto che una parte dei pazienti fragili è bloccata in casa e quindi impossibilitata a raggiungere i centri vaccinali. Dovrebbero tornare, quindi, anche le somministrazioni a domicilio.
LE VALUTAZIONI
Al momento non c’è ancora un piano vero e proprio, tanto che il referente regionale per la campagna vaccinale Maurizio Brucchi ha già fatto sapere che «l’Abruzzo è pronto ma bisogna capire dove verrà fatta questa terza dose. E soprattutto che ne sarà dei centri vaccinali: se dovranno continuare a vivere, a regime ridotto, oppure se toccherà ai medici di base e ai farmacisti farsi carico della somministrazione delle terze dosi». Saranno decisioni che arriveranno sulla base delle valutazioni fatte dalle Asl, come conferma Mauro Casinghini, direttore dell’agenzia regionale di protezione civile. «Per noi la chiusura degli hub vaccinali dipende dalle aziende sanitarie, che tengono conto dei numeri, dei risultati raggiunti e di quelli da raggiungere», dice il numero uno della protezione civile regionale. «Noi agiamo in base alle loro esigenze, per cui bisogna capire come intendono organizzare questa nuova fase».
PAZIENTI FRAGILI
Casinghini, poi, introduce il tema delle vaccinazioni a domicilio. Soffermandosi sulle terze dosi dice: «Parliamo comunque di fragili, per cui in molti casi ci sarà la necessità di andare nelle abitazioni. Si dovrà pertanto riaffrontare quanto già visto nelle fasi precedenti, dato che parte di questa popolazione non è in grado di raggiungere i centri vaccinali».
L’ABRUZZO AI VERTICE
Nel frattempo, però, l’Abruzzo si mostra ai primi posti della classifica per percentuale di popolazione completamente vaccinata. Secondo le statistiche ufficiali di OpenData, riprese anche dal Sole 24 Ore, nell’aggiornamento di ieri pomeriggio la nostra regione era al quinto posto, con il 68,4 per cento, dietro solo a Molise, Lazio, Lombardia e Puglia. Quell’abruzzese è una media al di sopra di quella italiana che si attesta al 66,1 per cento.
L’IMMUNITÀ DI GREGGE
Secondo gli attuali ritmi di vaccinazione, le proiezioni indicano per il prossimo 26 settembre il raggiungimento dell’immunità di gregge nella nostra regione. Verrebbe raggiunto per quella data l’80 per cento di popolazione vaccinabile, ma proprio attraverso le colonne del Centro, nei giorni scorsi l’infettivologo Giustino Parruti ha avvisato: in Abruzzo domina la variante Delta che, proprio per la sua contagiosità, mette in discussione l’attuale concetto di immunità di gregge. Per l’esperto sono troppo alte la diffusività e contagiosità di questa stessa variante per pensare che otto persone su dieci vaccinate possano essere sufficienti a dire di aver raggiunto il tanto sospirato traguardo.
L’AGGIORNAMENTO
E ieri pomeriggio la percentuale di somministrazioni nella nostra regione si attestava all’85.7 per cento. Una statistica che, in questo caso, pone l’Abruzzo nei bassi fondi della classifica. Sulle 2.077.349 di dosi consegnate in regione ne sono state somministrate 1.780.001. Le persone vaccinate erano 878.758, numero che è salito inevitabilmente nel corso delle successive ore.