Un piano per rilanciare la Brioni

Frisa (Prc) sollecita un intervento del sindaco: «Difenda i lavoratori»
PENNE. Difendere il futuro di Brioni, ma soprattutto quello dei suoi lavoratori. Il segretario di Rifondazione comunista di Penne Gabriele Frisa non ha dubbi: la stabilità del tessuto economico-sociale vestino passa dalla tenuta del comparto produttivo Brioni. Sono, ad oggi, circa 1.250 i dipendenti Brioni e Roman style, il comparto produttivo Brioni, di cui 1.000 nei tre stabilimenti dell’area vestina: Penne, Civitella Casanova e Montebello di Bertona.
«Da aprile dello scorso anno ad oggi il settore moda è stato senza dubbio uno dei più colpiti», dice il segretario, «lo stato di salute di Brioni non può non preoccupare l'amministrazione del sindaco di Penne Mario Semproni. Cosa accadrà una volta che sarà terminato lo stop ai licenziamenti? Sarà alto il rischio che molti lavoratori vadano a casa? Tanti sono già in cassa integrazione da circa un anno».
Brioni, dal 2012 fa parte del gruppo della holding francese Kering, ha salvato molte delle sue maestranze continuando a produrre negli ultimi anni, attraverso il suo comparto produttivo Roman style, anche gli abiti degli altri marchi del colosso guidato da François Pinault: Gucci, Bottega Veneta, McQueen, Balenciaga e Yves Saint Laurent. «È preoccupante sapere che l'amministrazione comunale non abbia a cuore il futuro di centinaia e centinaia di lavoratori», sostiene Frisa, «fossi nel sindaco Semproni convocherei un urgente tavolo di lavoro con i parlamentari abruzzesi per studiare un modo per dare sostegno a Brioni e i suoi lavoratori. La maison di moda pennese rappresenta una grande risorsa non solo per la nostra città e per l'area vestina, ma per l'intero Abruzzo. Brioni rappresenta un'eccellenza assoluta tutta italiana e Penne dovrebbe difendere questa sua unicità in tutte le sedi opportune».
«Ripeto», prosegue il segretario, «spero che il sindaco si faccia quanto prima promotore di un tavolo tecnico con sindacati, manager aziendali e parlamentari abruzzesi. Con l'ospedale San Massimo con l’organico sempre più povero, Brioni resta un asse imprescindibile per il futuro occupazionale dell'intera area vestina». (f.bel.)
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