Un polo delle acque per creare lavoro
Appello alla Regione per velocizzare l’iter delle concessioni per lo sfruttamento delle sorgenti
PACENTRO . Un polo delle acque che metta in rete la Refresco di Sulmona, la San Benedetto Guizza di Popoli, la Santa Croce di Canistro e la Coca Cola per valorizzare il comparto agroalimentare e creare una vera e propria filiera.
L’idea è stata lanciata ieri nel corso del convegno sulle relazioni sindacali nell’industria alimentare 4.0 che si è tenuto a Pacentro nella Taverna Caldora. Un progetto che potrebbe consolidare la presenza di importanti aziende in Abruzzo e sviluppare nuova economia legata allo sfruttamento della risorsa acqua, di cui la regione è ricca. Ma è la burocrazia che sta creando ostacoli e problemi nonostante ci siano aziende come la San Benedetto - Guizza pronte a investire. In gioco ci sono i rinnovi delle concessioni, ancora al palo. «La San Benedetto auspica una risoluzione certa, al fine di poter continuare la storia e il successo fatti attraverso investimenti e risorse utili non solo allo sviluppo dell’azienda ma del territorio in cui opera». Ancora più chiara è stata la critica del Gruppo Spumador Refresco di Sulmona, che da 4 anni attendono che la Regione sblocchi una concessione per lo sfruttamento delle acque che consentirebbe di attivare una nuova linea produttiva e nuovi posti di lavoro. «In Svizzera ho fatto un'esperienza davvero significativa», ha raccontato Tullio Tiozzo, direttore operation del Gruppo.«Ero lì per aprire uno stabilimento e gli uffici amministrativi cantonali si sono messi a nostra completa disposizione, indicandoci il terreno sul quale costruire, preparandoci tutti i documenti necessari e perfino personale al quale fare riferimento per ogni necessità. Invece qui in Italia avviene l'esatto contrario». Martedì prossimo si terrà in Regione una conferenza dei servizi che potrebbe portare allo sblocco della situazione. Presente ieri mattina a Pacentro anche il numero due della Cisl nazionale Luigi Sbarra che ha posto l’accento sull’importanza della filiera agroalimentare, che è «la prima del made in Italy nel mondo» citando il risultato ottenuto nel 2017 dal settore: 41 miliardi di euro di export di prodotti. «L’obiettivo è che il 2018 si chiuda con un export di almeno 50 miliardi di euro», ha sottolineato Sbarra. Anche il leader per l’Abruzzo e Molise della Cisl, Leo Malandra, ha sostenuto che occorre da parte della Regione un sostegno più concreto all’industria 4.0. «C'è bisogno di un’operatività maggiore di quelli che sono gli strumenti messi in campo dalla Regione come Masterplan, Patto per lo sviluppo e Carta di Pescara, quest’ultima soprattutto è orientata alla gestione dell’innovazione e alla ricerca delle piccole e medie imprese. Strumenti che però restano ancora solo sulla carta”. Presente al convegno anche il direttore del personale del Gruppo De Cecco, Domenico Moretti il quale ha rilevato come sia importante stabilire un rapporto di collaborazione e interazione tra aziende e mondo universitario e degli istituti superiori tecnici per agevolare la ricerca di personale specializzato da impiegare a supporto delle nuove tecnologie.
Claudio Lattanzio

