Un premio al saper fare delle donne

17 Dicembre 2015

Oggi alla Camera di commercio la consegna degli attestati per le più belle storie del lavoro e dell’estro femminile

PESCARA. Chiedere di raccontare la propria storia a parole ad una titolare di azienda agricola è cosa ardua, giacché avrei bisogno di coinvolgere tutti i cinque sensi del lettore, ma accetto lo stesso anche quest'altra impresa. Sin da giovane nutrivo una forte passione per il mondo rurale e la stessa passione l'ho trovata in Emanuele, mio marito, con il quale ho intrapreso un percorso (oltre che matrimoniale), diventato uno stile di vita prima personale e poi aziendale: il vivere secondo natura e instaurare quasi una simbiosi con rispetto e devozione quotidiana.

Tutto comincia proprio da Emanuele, e dalla sua azienda agricola. Era il 1989 quando mio marito e i miei suoceri decidono di affidarmi la gestione di un’attività che andava avanti da mezzo secolo. Decisione che mi ha molto motivata, oltre che farmi sentire orgogliosa di quell’incarico. L'azienda aveva come attività principale quella dell'allevamento di bovini e suini con stalle composte da un centinaio di capi in totale e una buona redditività. Con l'avvio della mia gestione, in famiglia, avevamo la sensazione che l'azienda potesse posizionarsi meglio sul mercato e che, insomma, si potesse fare di più. Soprattutto in termini di produzione. Io sapevo che con una decisione importante e coraggiosa avremmo potuto toglierci qualche soddisfazione. La conferma arrivò con la diminuzione generalizzata del consumo di carne, causa la malattia dei bovini conosciuta come "mucca pazza". Sono stati anni molto difficili, perché avere la stalla piena di animali in buona salute e nonostante ciò dover bloccare le vendite è stata la peggior esperienza della nostra vita aziendale, oltre che un grave danno economico.

Ma proprio la voglia di riscatto e la devozione per il lavoro mi hanno permesso di non demordere. Anzi, nel momento aziendale più infelice, abbiamo elaborato un'attenta analisi di mercato e, con mio marito, ero pronta per il grande passo, cioè prendere quella decisione che avrebbe modificato la vita quotidiana di tutta la nostra famiglia. Grazie anche alla passione di mio figlio Massimiliano, che ha condiviso con me il progetto ed è stato coautore di una decisione storica: riconvertire l'attività aziendale facendo dell'olio extravergine d'oliva e del vino il core business dell’azienda al posto dell'allevamento. La strategia di differenziazione del prodotto e il posizionamento alto sul mercato con oli eccellenti danno alla nostra impresa agricola la massima espressività in termini di reputazione e immagine. I numerosi premi attribuiti ai nostri oli sono il significato che riusciamo a far percepire al consumatore la nostra produzione genuina, grazie anche ai migliori processi produttivi. Chiaramente potete capire che la nostra storia non finisce qui, ma spero che questo sia solo l'inizio di un percorso volto al miglioramento continuo».

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