«Un progetto più ampio per fare il nuovo stadio»

8 Giugno 2017

Civitarese e Diodati incontrano a Roma i dirigenti del ministero dei Beni culturali «L’opera può essere realizzata solo all’interno di un polo culturale e sportivo»  

PESCARA. Il progetto del nuovo stadio Adriatico va rivisto alla luce di uno scenario più ampio. La struttura dovrà far parte di un polo culturale-sportivo che l’amministrazione ha previsto a Porta Nuova, tra l’università e gli impianti sportivi esistenti. È questa, in sintesi, la risposta che ieri i dirigenti del ministero dei Beni culturali hanno dato alla delegazione intervenuta alla riunione convocata a Roma. Erano presenti, tra gli altri, gli assessori comunali all’urbanistica e allo sport Stefano Civitarese e Giuliano Diodati, il vice direttore generale dell’ente Guido Dezio e il dirigente Tommaso Vespasiano, nonché i rappresentanti del Pescara calcio. L’incontro era stato convocato alcune settimane fa, su richiesta dell’amministrazione comunale, proprio per valutare la possibilità o meno di realizzare il progetto di massima presentato da diversi mesi dalla società del Pescara calcio. Progetto rimasto per sette mesi bloccato alla Soprintendenza ai beni archittettonici e paesaggio d’Abruzzo in attesa di un parere che non è mai arrivato. Da qui la decisione di rivolgersi direttamente al ministero con la speranza di ottenere subito il nulla osta alla realizzazione dell’opera.
Ma dal ministero non è arrivato il via libera tanto atteso. I rappresentanti del Comune hanno illustrato ai dirigenti ministeriali il contenuto del documento chiamato «Pescara città della conoscenza e del benessere, indirizzi strategici per il governo del territorio», approvato a febbraio dal consiglio comunale. Tra i vari progetti contenuti nel documento c’è quello riguardante il Polo della cultura e della conoscenza che prevede una serie di interventi per la zona universitaria. «In questa ottica», hanno spiegato Civitarese e Diodati al termine dell’incontro, «l’attenzione è stata spostata dalla questione della trasformazione dello stadio Adriatico in impianto adatto ad ospitare solo il calcio professionistico secondo i criteri Fifa del 2021, assai difficilmente compatibile, anche a detta del ministero, con la conservazione dei valori protetti dalla natura di bene culturale impressa sullo stadio, al più ampio scenario strategico prospettato, che nel documento allo studio dell’amministrazione comunale si estende a tutta la porzione di città fino a lambire il confine sud».
«Tutti gli intervenuti alla riunione», hanno aggiunto gli assessori, «hanno convenuto che entro questo più ampio e articolato scenario potranno trovare posto tanto l’obiettivo di una gestione degli impianti sportivi pubblici, quanto quello di dotare la cittàdi uno stadio dedicato al calcio professionistico da localizzare in un’altra area». Sulla base di questo, si è deciso di convocare un’altra riunione per metà luglio. (a.ben.)
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