Un reparto con centomila pazienti all’anno
Gli accessi anche da fuori provincia. La settimana scorsa l’aggressione a un agente della polizia
PESCARA. Gli accessi al pronto soccorso di Pescara sono circa centomila ogni anno. Un numero enorme. E il periodo estivo è sempre molto difficile. Le file sono lunghissime e, nei giorni da “bollino nero”, si toccano punte di 60 persone in sala di attesa, tra codici gialli e verdi. Quando c’è un particolare affollamento si è costretti ad aspettare anche sei ore prima di essere visitati e di avviare eventuali accertamenti.
Molti perdono la pazienza, si lamentano con il personale, urlano e qualcuno si rivolge al personale del posto di polizia sperando di ottenere chissà cosa. C’è anche chi alza le mani, come è accaduto ultimamente: prima è stato aggredito un addetto al servizio di portierato, poi (il 4 agosto) è stato picchiato uno dei poliziotti del posto di polizia, che ha ricevuto due pugni in faccia solo perché ha cercato di tranquillizzare un 27enne che si era stufato di stare in sala di attesa. Il poliziotto è stato medicato e giudicato guaribile in 25 giorni e il giovane è stato arrestato dal personale della Volante che è dovuto intervenire in ospedale. Il rischio che la rabbia dei pazienti esploda è sempre dietro l’angolo. «Le persone sono esasperate», dice il responsabile del pronto soccorso Alberto Albani, «anche se noi ci diamo tutti da fare e diamo il massimo». Ma bisogna tenere conto che «siamo anche trauma center regionale e stroke unit di secondo livello» il che vuol dire che per determinati traumi e patologie viene scelto l’ospedale di Pescara. E solo qualche giorno fa in poche ore si sono susseguite diverse emergenze da gestire e cioè «le donne ustionate nel pescarese, l’aereo precipitato in provincia di Teramo, un investimento sull’Asse attrezzato, i malori per il caldo». Si spera in una soluzione definitiva, su cui lavorerà l’assessore regionale Silvio Paolucci che «chiederà al ministero una deroga per l’Abruzzo per le assunzioni a tempo indeterminato di medici e infermieri per pronto soccorso e rianimazione». (f.bu.)

