Un respiratore in dono ai bambini

I ragazzi dell’Interact lo hanno consegnato ieri ai medici di Oncologia pediatrica
FRANCAVILLA AL MARE. È stato consegnato ieri mattina, ai medici del reparto di Oncologia pediatrica dell'ospedale di Pescara, il respiratore di ultima generazione donato dai ragazzi dall'Interact appartenenti al Rotary di Pescara Ovest.
Come spiegato dal presidente del club Armando Ferraro, il suo acquisto è stato reso possibile grazie a una serie di iniziative che sono servite per raccogliere i fondi necessari: «Non vogliamo fare beneficenza, ma cercare di migliorare la qualità della vita delle persone, specie di quelle che soffrono«, ha detto Ferraro durante la cerimonia all'interno del reparto. Accanto a lui anche il presidente dei giovani ragazzi dell'Interact Francesco Iurilli, promotore dell'iniziativa, il primario di ematologia Antonio Spadano e la dottoressa Daniela Onofrillo, che ha spiegato quanto il nuovo strumento possa aiutare i degenti, siano essi bambini e non: «Tecnicamente questo respiratore viene definito sistema di ventilazione non invasiva. Questo perché non costringe il paziente ad indossare una maschera, che specie nei più piccoli risulta molto fastidiosa, ma agisce attraverso dei naselli. Per noi è davvero una grande conquista in quanto ci consente di trattare direttamente chi ne ha bisogno, senza essere costretti a ricorrere alla rianimazione, unico reparto che fino a questo momento ne disponeva. Lo si può usare sia per curare ma anche per prevenire forme acute di crisi respiratoria che possono insorgere per esempio in virtù di una polmonite».
Anche il presidente dell'Agbe Achille Di Paolo Emilio è stato presente alla consegna, lui che con la sua associazione ha già fatto tanto e tanto continuerà a fare per stare vicino ai bimbi e ai genitori di figli emopatici. A suggellare il dono dell'Interact ci ha pensato l'intervento dell'assessore alla sanità Nicoletta Verì: «La consegna del respiratore è un momento importante, sia per la sua utilità, sia perché arriva da giovani ragazzi che con la loro attività ci hanno dato un grande esempio. L'oncoematologia pediatrica di Pescara rappresenta una struttura di riferimento regionale, ma qui arrivano tante persone anche da fuori. Noi dovremo essere bravi a curarla e valorizzarla attraverso la creazione di una rete di servizi, come la casa dell'Agbe che ospita i genitori dei piccoli pazienti durante il periodo di degenza».

