«Un risultato corposo dopo un lungo lavoro»

PESCARA. «Un risultato bello e corposo», frutto di un lungo lavoro, portato avanti «da sempre». Perché Maria Rita Carota, 53 anni, funzionario dell’amministrazione penitenziaria e presidente dell’asso...
PESCARA. «Un risultato bello e corposo», frutto di un lungo lavoro, portato avanti «da sempre». Perché Maria Rita Carota, 53 anni, funzionario dell’amministrazione penitenziaria e presidente dell’associazione “Castellamare in festa”, non è affatto nuova al mondo della politica, essendo stata «in circoscrizione negli anni 90» ed essendosi candidata alle elezioni comunali nel 2014, quando ha riportato «oltre 400 preferenze». Domenica quei voti sono aumentati: con 662 consensi, Carota è la donna più votata della Lega e sapere di avercela fatta è «una bella sensazione, una bella soddisfazione, un risultato importante». Oltre a conoscere bene la sua zona, i Colli, in campagna elettorale è venuta a contatto con «situazioni di periferie che hanno problemi gravi, ai quali bisognerà riconoscere la priorità». E nel suo tour è rimasta colpita dalle persone che «chiedono di essere ascoltate, vogliono che qualcuno si faccia carico delle situazioni, che presti attenzione». Affronta il nuovo impegno «con passione», dice. «Mi rendo conto che c’è un sacrificio da fare ma lo vivo come servizio. Certo, sarà un tipo di servizio diverso rispetto a quello che ho sempre fatto, ma sono abituata a dedicarmi agli altri e anche a stravolgere i miei ritmi». Non ha dato troppa corda a chi, in vista della candidatura, ha provato a scoraggiarla, anche sulla scelta della Lega, e agli scettici fa notare che «sono le persone a fare la differenza». Volendo dedicare la sua elezione a qualcuno pensa al suocero Domenico «che mi avrebbe supportato in questa avventura» e rivolge il pensiero ai «4 nipoti», oltre a ringraziare per il sostegno il marito Lamberto, la famiglia, i genitori, la sorella, il cognato, gli amici e Marcello Antonelli: «A lui sono legata dall’amicizia, prima ancora che dal sodalizio elettorale. Lui ha creduto che ce la potessimo fare». Aveva ragione. (f.bu.)

